la polemica
Il fuoco "amico" su Nordio: Forza Italia difende l'allarme di De Lucia
Intravaia (Fi) smentisce il ministro sulle carceri chiedendo collaborazione e stop alle sterili contrapposizioni
Il sistema penitenziario italiano è in piena crisi e la denuncia di questa condizione ha innescato uno scontro istituzionale che però sta isolando il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
A far esplodere il caso sono state le parole del procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, che ha messo a nudo le gravi falle delle carceri: la persistente capacità di influenza delle organizzazioni criminali anche dietro le sbarre e un sovraffollamento ormai strutturale.
Alla sua presa di posizione il Guardasigilli ha replicato con affondi personali, provocando un'immediata levata di scudi che ha accomunato opposizioni, società civile e persino esponenti della maggioranza di centrodestra.
Dal Partito Democratico a Italia Viva, la condanna dell'atteggiamento del ministro è unanime. La senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Pd, ha espresso «piena solidarietà» al procuratore, definendo «molto grave che il ministro Nordio abbia scelto la strada dello scontro con un magistrato che ha evidenziato criticità reali».
Secondo Rando, l'intervento di De Lucia non mirava affatto a colpire il personale penitenziario, ma a porre l'accento su un'emergenza che le istituzioni dovrebbero affrontare senza «delegittimare chi le porta all'attenzione del Paese».
L'accusa di aver «perso il controllo» rivolta da Nordio a De Lucia viene rispedita al mittente da Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista: «Ad aver perso il controllo sembra essere lui, soprattutto delle carceri».
Faraone denuncia un cortocircuito dell'esecutivo: da un lato si varano norme che portano più persone in cella, dall'altro si lasciano gli istituti «senza uomini, senza mezzi». E richiama un dato investigativo a sostegno dell'allarme del procuratore: «L'ordine di sparare a Palermo con i kalashnikov, secondo le indagini, sarebbe partito dal carcere di Trani».
A schierarsi con la Procura di Palermo è anche Libera, che esprime «piena vicinanza e corresponsabilità» al magistrato. Per l'associazione antimafia, su temi cruciali come la sicurezza collettiva e il contrasto al potere mafioso negli istituti di pena servono «risposte concrete, investimenti e responsabilità istituzionale, non polemiche» o delegittimazioni personali.
Il dato politicamente più significativo è però la frattura nella maggioranza. Critiche a Nordio arrivano anche dal centrodestra, con Forza Italia che difende apertamente il procuratore. Il deputato regionale azzurro Marco Intravaia dichiara senza ambiguità: «Ritengo sbagliato attaccare il procuratore Maurizio De Lucia per le sue dichiarazioni sul sistema carcerario».
Intravaia smorza le polemiche innescate dal ministero, precisando che De Lucia non intendeva screditare il Corpo di polizia penitenziaria, bensì mettere in evidenza «lacune e vulnerabilità» strutturali e i casi di detenuti che riescono a «mantenere contatti illeciti con l'esterno».
Da qui l'avvertimento al Guardasigilli: alimentare una controversia sterile è «del tutto inutile», mentre la politica dovrebbe fare tesoro dell'allarme per rafforzare l'intero impianto. Le istituzioni, conclude l'esponente di Forza Italia, «hanno il dovere di collaborare, non di contrapporsi».