prima commissione consiliare
Al via la programmazione della prima commissione lavori pubblici a Palazzo Zanca: ponti, torrenti e vie di fuga tra le priorità
Avviata la calendarizzazione dei progetti per circoscrizione con focus su ponti, vie di fuga, viabilità e interventi sui torrenti per proteggere i villaggi alluvionati
Prende il via la programmazione effettiva dei lavori della prima commissione consiliare lavori pubblici di Palazzo Zanca. Dopo una prima seduta conoscitiva, concentrata sulla valutazione delle proposte formulate, l’ufficio di presidenza ha deciso di dividere i progetti per circoscrizione. Ospite nella prima seduta operativa il presidente della prima municipalità Enzo Messina. «Si è discusso di diverse opere - spiega il presidente Calogero Brancatelli - dal parcheggio Santa Margherita alla realizzazione della nuova piazza del paese, fino ai lavori nei villaggi alluvionati, con un occhio ai torrenti Giampilieri e Santo Stefano».
Tra le tematiche emerse quella del doppio senso alternato lungo il torrente Mili. Una situazione che si trascina da anni e che sarà oggetto probabilmente di una seduta dedicata che vedrà anche la presenza dell’assessore ai Lavori pubblici, Francesco Caminiti. «In questo momento nel territorio della prima circoscrizione vi sono una serie di progetti in itinere - ha spiegato il presidente Messina - alcuni già appaltati, molti definiti e alcuni in corso d’opera. Le criticità riguardano in particolare i progetti legati alla vallata di Giampilieri dove è necessario intervenire sui cunettoni e i canali di scolo che convergono nel torrente specie in vista della stagione autunnale per prevenire gli effetti delle piogge torrenziali. Ci sono poi quattro opere importanti - prosegue Messina - che ho chiesto siano oggetto di un focus da parte della commissione: il ponte di Mili, sull’omonimo torrente, il ponte Ortera sul torrente Santo Stefano, entrambi a carreggiata parziale da anni, la via di fuga per il torrente Santo Stefano e gli attraversamenti del torrente Galati per consentire vie di fuga ai residenti di contrada Barace e contrada Pozzo».