L'opera
Porto di Tremestieri, spesi 50 milioni, ma ne servono altri 13 per completarlo
Il nuovo scalo nell'impasse. Istituzioni e sindacati sollecitano l'intervento di ministero e Regione
Nel cantiere della grande infrastruttura i lavori proseguono. Il provvedimento di liquidazione, autorizzato dal commissario ma materialmente eseguito dal Comune di Messina, in qualità di stazione appaltante, riguarda il primo stralcio funzionale del progetto, un'opera considerata strategica per la mobilità dello Stretto e destinata a migliorare il sistema dei collegamenti marittimi, alleggerendo il traffico dei mezzi pesanti nel centro urbano.
Le risorse utilizzate per il pagamento provengono da due diverse fonti di finanziamento: una parte è coperta dai fondi regionali per lo Sviluppo e la Coesione, mentre la restante quota è garantita dall'Autorità di sistema, che partecipa al finanziamento dell'intervento. L'opera vale complessivamente circa 90 milioni di euro.
Nonostante l'avanzamento del cantiere, certificato dalla prosecuzione delle attività da parte dell’impresa, subentrata nel gennaio 2024 dopo l'acquisizione del ramo d'azienda nell'ambito della procedura concorsuale avviata dal Tribunale di Venezia, sul futuro del porto continuano però ad addensarsi numerose incognite. Per completare l'appalto mancherebbero infatti ancora circa 13 milioni di euro. Dal ministero delle Infrastrutture si attende l'erogazione di una quota di finanziamento pari a 7 milioni di euro. Già il mese scorso Di Sarcina aveva manifestato un cauto ottimismo sulla firma del decreto di finanziamento, ma, ad oggi, non si registrano novità. Gli altri 6 milioni di euro dovrebbero invece arrivare attraverso l'interlocuzione avviata con la Regione per coprire i maggiori costi sostenuti a causa dell'aumento dei prezzi dei materiali.
Sulla vicenda il sindaco Federico Basile e il presidente dell'Autorità di sistema, Francesco Rizzo, hanno già sollecitato un intervento del Governo nazionale affinché vengano garantite le risorse necessarie al completamento. Anche i sindacati Cgil e Uil chiedono una soluzione in tempi rapidi, mentre nei giorni scorsi i vertici regionali del Partito Democratico hanno richiamato l'attenzione delle istituzioni sul rischio che il porto di Tremestieri possa trasformarsi nell'ennesima incompiuta. Il tempo, intanto, continua a scorrere e la città attende risposte concrete su un'infrastruttura progettata per risolvere in modo definitivo il problema dell'attraversamento dei mezzi pesanti nello Stretto. A complicare ulteriormente il cronoprogramma potrebbero essere anche i lavori relativi alla realizzazione della diga foranea, che rischiano di determinare ritardi nel completamento dell'intervento.