Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
29 luglio 2026 - Aggiornato alle 11:01
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

IL POST

Riecco Beppe Grillo, il fondatore asfalta il M5S: «Ha perso la sua identità, si sono montati la testa»

Il comico-politico ompe il silenzio dopo mesi, dure critiche all'evoluzione del Movimento, Poi l'analisi sulla democrazia

29 Luglio 2026, 10:34

10:40

Riecco Beppe Grillo, il fondatore asfalta il M5S: «Ha perso la sua identità, si sono montati la testa»

Beppe Grillo torna a far sentire la sua voce sul Movimento 5 Stelle, e lo fa senza giri di parole. Dopo un lungo silenzio, il fondatore e garante affida a un post sul suo blog un durissimo atto d'accusa nei confronti della creatura politica che ha contribuito a far nascere: «Il MoVimento ha perso la sua identità e, soprattutto, quella diversità che lo aveva reso unico», scrive in un testo dal titolo eloquente, «si sono montati la testa senza leggere le istruzioni».

Per Grillo il tradimento sta tutto in un rovesciamento di prospettiva: il Movimento «era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il MoVimento». Doveva ascoltare i cittadini, «e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi». Doveva occuparsi del futuro, «e ha finito per occuparsi delle poltrone».

Le proposte diventate slogan

Il comico genovese ripercorre le origini del progetto, nato dalla delusione «verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo». Le domande di allora, sostiene, «sono rimaste», mentre «le risposte sono scomparse».

Grillo rivendica i cavalli di battaglia storici del Movimento: la distribuzione del reddito, il cambio della classe dirigente, il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni, la programmazione del futuro «invece di amministrare la prossima elezione». Proposte che avevano un nome preciso — reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta, transizione ecologica — e che con il tempo, accusa, «sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet».

La crisi del modello occidentale

Il post si allarga poi a una riflessione più ampia sulla «crisi del modello occidentale», definita «più profonda» e paragonata a «una malattia che la politica preferisce usare anziché curare», con un riferimento esplicito al modo in cui viene gestito il tema dell'immigrazione, «quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione».

Se si vuole difendere il modello occidentale, scrive Grillo, «dobbiamo renderlo credibile», e per farlo «bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari». L'avvertimento è netto: «Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo».

Sicurezza, equità, intelligenza artificiale

Per Grillo il programma dovrebbe ripartire proprio dall'ascolto, con domande che riguardano «la sicurezza e la salute, l'equità, la partecipazione e l'identità». Una menzione particolare è riservata all'intelligenza artificiale e al suo impatto su lavoro, sanità e sicurezza dei dati personali: servono, scrive, «risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio».

Il nodo tra rete e rappresentanza

Il passaggio forse più teorico del post riguarda il rapporto tra tecnologia e democrazia. La rete, osserva Grillo, «permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti» e finiscono per rispondere «soprattutto alla propria sopravvivenza». La tecnologia, secondo il fondatore del M5S, potrebbe garantire ai cittadini una partecipazione continua e un controllo sulle decisioni, non per eliminare la rappresentanza ma «per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni».

La conclusione è amara: il Movimento «era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso». Ma le domande, avverte Grillo, «non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere».