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La cerimonia

Galvagno: «Se è l'ultimo ventaglio? Dipende da quando saranno le elezioni. Sul voto segreto, lancio un appello alle opposizioni»

Il presidente dell'Ars apre all'ipotesi di voto anticipato nei primi mesi dell'anno e chiama l'opposizione a proporre l'abolizione del voto segreto, mentre l'Assemblea vanta riforme e numeri in crescita.

29 Luglio 2026, 15:57

16:35

Galvagno: "Se è l'ultimo ventaglio? Dipende da quando si andrà a votare. Sul voto segreto, lancio un appello alle opposizioni"

L'ultima cerimonia del ventaglio? Dipende da quando si andrà a votare”. Nelle parole del presidente dell'Ars Gaetano Galvagno c'è un dato puramente matematico, ma che in qualche riaccende le ipotesi sul voto anticipato. Che non potrà essere in autunno, ovviamente, come qualcuno auspicava più o meno pubblicamente, ma che potrebbe arrivare nei primi mesi dell'anno prossimo: “Staremo a vedere – ha infatti detto Galvagno - se la legislatura si concluderà nei termini previsti dunque a ottobre dell’anno prossimo oppure no”.

Nel corso della tradizionale cerimonia estiva organizzata dalla Stampa parlamentare e alla quale era presente anche il segretario generale di Palazzo dei Normanni Fabrizio Scimè, Galvagno ha poi lanciato un appello ai deputati dell'opposizione «affinché presentino una proposta per l'abolizione del voto segreto», a fronte «del ritiro di tutte le mie proposte. Ho proposto formalmente in commissione regolamento – ha detto - l’eventuale ritiro di tutti i miei suggerimenti per la riforma delle regole d’aula con l’obiettivo di avere dalle opposizioni una sola proposta sul voto segreto - ha detto Galvagno -. A Roma il voto segreto ha impedito agli italiani la possibilità di potersi scegliere i propri rappresentanti alle prossime elezioni politiche. Il mio appello è rivolto alle forze d’opposizione: sono pronto a ritirare le mie proposte, tra cui quella per la riduzione del numero dei componenti nelle commissioni e quella per un contenimento dei tempi di intervento in aula”.

Le novità, spiega Galvagno, entrerebbero in vigore dalla prossima legislatura: “Mi sembra una cosa utile e un atto che faciliti la trasparenza. I nodi politici, infatti, possono essere sciolti anche prima di andare in aula”. Poi ha messo in guardia da un paradosso: «Una volta arrivati in Aula nessuno dovrebbe chiedere il voto segreto sull'abolizione del voto segreto - ha concluso Galvagno -, altrimenti sarebbe una presa in giro».

La questione, ha concluso Galvagno, sarà affrontata dopo le variazioni di bilancio: «Ho fissato il termine al 21 settembre, aspetto le proposte delle opposizioni poi andrò avanti con la riforma del regolamento». E a proposito delle variazioni, il cui slittamento è stato letto anche come un modo per la maggioranza di evitare incidenti d'aula in un periodo di forti lacerazioni interne, Galvagno ha rassicurato: “Alcune risorse – ha detto - sono già pronte adesso e nel pomeriggio mi auguro che l’Aula potrà approvare un disegno di legge, l’ultimo stralcio della quarta commissione dove ci saranno alcuni emendamenti aggiuntivi condivisi con tutte le forze di opposizione che ringrazio come sempre per la grande collaborazione e il rispetto reciproco che c'è tra la presidenza dell’Assemblea e loro". Si tratta di alcuni emendamenti che serviranno "per venire incontro a esigenze importanti come quella degli Asacom - ha proseguito Galvagno -, dei disabili gravissimi, degli incendi, i ristori per i danni provocati dal ciclone Harry e poi il caro-voli, una misura che sta funzionando”.

C'è poi il momento dei numeri. A cominciare dal crollo delle impugnative. Nel periodo che va dal 24 luglio 2025 al 29 luglio 2026, fa sapere la presidenza, risultano impugnati un solo articolo e una sola legge. Nel corrispondente periodo della precedente legislatura, invece, le leggi impugnate erano state molte di più: a fronte dell’approvazione di 36 norme, ben 16 erano state oggetto di impugnativa da parte del Consiglio dei ministri, con una percentuale vicina al 50 per cento. «Nonostante un anno molto difficile i numeri sono inconfutabili - ha spiegato Galvagno - C'è stato un incremento dei ddl presentati ma anche del numero di leggi approvate ed è significativo che sia stata bloccata soltanto una norma. Numeri alla mano - ha concluso Galvagno -, c'è un importante indicatore dei passi avanti fatti».

Aumenta anche il numero dei disegni di legge presentati all’Assemblea regionale siciliana. Dai 1.060 ddl della scorsa legisslatura si è passati a 1.194 dell’attuale legislatura. Anche il numero delle leggi approvate è superiore rispetto alla precedente legislatura: 112 a fronte di 106. “Il confronto tra il terzo e il quarto anno della presente legislatura evidenzia che il trend, riguardo ai ddl presentati e alle leggi approvate, si è mantenuto stabile e in certi casi è addirittura migliorato", ha concluso Galvagno.