Il caso politico
Forza Italia fuori dal Consiglio della Città Metropolitana, l'on. Grasso: «Io ho messo la faccia»
La deputata regionale non nasconde l'amarezza e indica il dito contro chi, invece, non si sarebbe esposto
«Non tutti hanno ritenuto di metterci la faccia in questa competizione. Io l’ho fatto». Punta dritto al sodo, con il pragmatismo che la contraddistingue, Bernadette Grasso, deputata forzista all’Assemblea regionale siciliana e coordinatrice provinciale del partito, nel commentare il dato emerso dalle elezioni di secondo livello per il consiglio metropolitano: 107 voti, 5.152 voti ponderati, Forza Azzurra, lista civica collegata a Forza Italia, resta a bocca asciutta. Le preferenze conquistate non bastano per uno scranno in consiglio. «Per ragioni tecniche legate all’autorizzazione all’uso del contrassegno – spiega Grasso - non abbiamo potuto presentarci con il simbolo di Forza Italia. Potevamo fermarci lì: abbiamo scelto di esserci lo stesso, con una lista civica costruita chiamando personalmente chi in questi anni ha lavorato sul territorio. Non tutti, dentro il partito, hanno ritenuto di fare altrettanto: c’è chi ha preferito restare fuori e c’è chi ha guardato altrove. Non è un rimprovero, è un dato di fatto che consegno alla riflessione di tutti, in primis del partito».
Ma l’analisi non si ferma qui. «Dal dato dobbiamo poter ripartire. – prosegue la coordinatrice provinciale - Sono personalmente e politicamente soddisfatta del consenso ottenuto e del lavoro svolto. Sono amareggiata per i nostri candidati che in questa competizione si sono battuti strenuamente. Pertanto, se oggi non siamo rappresentati in Consiglio Provinciale, ciò è solo per effetto di un sistema elettorale inappropriato e non certo per mancanza di fiducia. Adesso serve uno sforzo comune, con spirito di squadra, perché Forza Italia ha tutte le potenzialità per attestare e consolidare la propria presenza. Bisogna tornare ad essere protagonisti mettendo da parte personalismi e lavorando insieme per un obiettivo condiviso.»
Poi la riflessione sulle elezioni di secondo livello. «Il risultato di Forza Azzurra – spiega la deputata forzista - dimostra che esiste un consenso reale e diffuso sul territorio. Abbiamo raccolto oltre 5.100 voti ponderati, risultando la seconda lista più votata. Ma il meccanismo del voto ponderato non pesa gli amministratori, pesa i Comuni. Una scheda di Messina città vale 1.061 punti, una di un piccolo Comune ne vale 22. Così il nostro 10,2% — uno su dieci di tutti gli amministratori — si traduce in un 5,75% ponderato e in zero seggi su quattordici. Un meccanismo elettorale che considero profondamente penalizzante. È una riflessione che va fatta, perché la rappresentanza non può essere mortificata da un sistema che finisce per alterare il peso del consenso».