la mobilitazione
Nasce il fronte nazionale antifascista, Fiumefreddo: «È il momento di reagire alla propaganda dell’odio»
Una rete civica aperta alla partecipazione di cittadini, associazioni, realtà culturali, studenti e professionisti, con l’obiettivo di promuovere iniziative di sensibilizzazione
«Costruire un fronte antifascista, libero da appartenenze di partito e aperto a tutti coloro che intendono difendere la Costituzione, la democrazia e i valori della convivenza civile». È il muovo invito alla mobilitazione nazionale lanciato dall’avvocato catanese Antonio Fiumefreddo che ha annunciato l’avvio di un’iniziativa civica che nasce, spiega, «dal crescente allarme per il riemergere di linguaggi, simboli e pratiche che alimentano odio, discriminazione e intolleranza».
Secondo Fiumefreddo - che nelle scorse settimane ha presentato un esposto contro Roberto Vannacci e Futuro Nazionale - ultimamente il dibattito pubblico è stato progressivamente attraversato da una retorica che individua negli immigrati, nelle minoranze, negli avversari politici e in altre categorie sociali i responsabili di ogni problema del Paese, favorendo un clima di contrapposizione permanente e di crescente legittimazione della violenza verbale e, talvolta, fisica.
«Non possiamo abituarci a parole che evocano la sopraffazione, a slogan che trasformano il diverso in un nemico e a un linguaggio che richiama, sempre più, le pagine più buie della nostra storia. Ma la risposta non può essere soltanto giudiziaria: occorre una mobilitazione civile».
Il costituendo fronte antifascista si propone come una rete civica aperta alla partecipazione di cittadini, associazioni, realtà culturali, studenti e professionisti, con l’obiettivo di promuovere iniziative di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole e nelle università, a difesa dei principi sanciti dalla Costituzione repubblicana.
«Le migliaia di messaggi ricevuti dopo la denuncia - conclude Fiumefreddo - dimostrano che nel Paese esiste una vasta comunità silenziosa che non si riconosce nella propaganda dell’odio. È a questa Italia che rivolgiamo il nostro appello, perché la difesa della democrazia diventi un impegno quotidiano di tutti».