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Scontro

Strage Bologna: Meloni riconosce "pagina più buia della storia del Paese", per Schlein "appurata matrice neofascista"

Il 46° anniversario della strage, che nella stazione centrale provocò 85 vittime e oltre 200 feriti, tra trasparenza sui documenti, verità giudiziaria e risposte per i familiari

02 Agosto 2026, 13:12

13:20

Strage Bologna: Meloni riconosce "pagina più buia della storia del Paese",  per Schlein "appurata matrice neofascista"

da sinistra Giorgia Meloni, Elly Schlein

E' ancora una volta scontro tra la premier Giorgia Meloni e la leader del Pd Elly Schlein. Il terreno di scontro riguarda la matrice della strage della stazione di Bologna di cui oggi ricorre il 46esimo anniversario.

«Il governo continuerà a fare la propria parte nel complesso cammino che è necessario portare avanti per fare piena luce sulle stragi che hanno insanguinato l'Italia nel Dopoguerra», scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che richiama l’impegno dell’Esecutivo sul fronte della trasparenza documentale: «In questo quadro, il percorso di versamento degli atti declassificati all'Archivio centrale dello Stato costituisce un passo determinante, che la Presidenza del Consiglio sta portando avanti in sinergia con le altre amministrazioni dello Stato e in uno spirito di collaborazione con le associazioni dei famigliari delle vittime».

«Il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci. Ha colpito al cuore la nazione intera, con un attentato che ha disintegrato la stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone oltre duecento». E la premier aggiunge: «Quello che è accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale. Oggi ci uniamo, ancora una volta, ai familiari delle vittime e a tutti i bolognesi in questa giornata di dolore e commemorazione».

Alle commemorazioni nel capoluogo emiliano interviene anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein: «Io penso che soprattutto chi governa debba dare piena lettura e piena attuazione alle sentenze. Che hanno appurato la matrice neofascista di una strage terroristica eversiva, condotta con la collaborazione di apparati deviati».

Per governare, prosegue, «è importante anzitutto conoscere la storia del nostro Paese. Noi continueremo a fare la nostra parte, anche nelle aule parlamentari, per evitare qualunque tentativo di riscrittura della nostra storia e qualunque legittimazione a piste che sono già state completamente smentite da intere sentenze», come «la pista palestinese». Schlein incalza: «Le sentenze affermano già una verità giudiziaria che le istituzioni devono non solo conoscere, ma far conoscere e continuare ad attuare, trarne insegnamenti per il presente». E conclude esprimendo vicinanza alle richieste dei parenti delle vittime: «Siamo vicini alle richieste dei familiari, che chiedono di fare ulteriori approfondimenti, perché da quelle sentenze emergono tante verità, che ricollegano ad altre vicende della fase stragista di questo Paese. Noi dobbiamo continuare ad approfondire quello che è emerso. Dobbiamo riuscire a far sì che i familiari delle vittime possano avere tutte le risposte che da uno Stato democratico e da una Repubblica costituzionale meritano di avere».