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verso le politiche

La diplomazia della tavola: il faccia a faccia tra Schlein e Conte per salvare il campo largo

Chiarimenti sulle primarie e sul dossier Ucraina al centro del pranzo concordato tra i due leader

04 Agosto 2026, 21:09

21:10

La diplomazia della tavola: il faccia a faccia tra Schlein e Conte per salvare il campo largo

Dopo tre giorni di accelerazioni, attriti e botta e risposta, la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte si sono incontrati a pranzo in un ristorante di Campo de' Fiori, a Roma. Un faccia a faccia di chiarimento, lontano dagli altri protagonisti dello schieramento progressista.

«Appuntamento concordato già la settimana scorsa», ha puntualizzato Conte, a rimarcare che le recenti polemiche non ne sono state la causa. Ciononostante, di quelle tensioni si è inevitabilmente discusso.

«Sull'Ucraina in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni – ha spiegato l'ex premier – la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico». Tono più disteso, senza cancellare del tutto le divergenze.

«Nessun problema personale – ha aggiunto – la dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco». Dal Nazareno parlano di «clima disteso», precisando che i due leader hanno fatto il punto sui prossimi passi.

Il nodo è noto: nei giorni scorsi Conte ha ribadito il «no all'invio di armi a Kiev» e ha sostenuto che saranno gli elettori, con le primarie, a definire la linea; dunque, se guiderà lui, stop agli aiuti militari.

Nel confronto, Schlein ha riaffermato che la road map condivisa con il Pd è un'altra: prima il programma, poi le primarie, perché chi vince dovrà esprimere una piattaforma comune e non l'orientamento della propria forza politica. Anche la politica sull'Ucraina – come il resto – andrà dunque definita prima del passaggio ai gazebo, per evitare che si trasformi in una resa dei conti.

La segretaria deve fare i conti anche con chi, dentro il Pd, sospetta che Conte stia alzando il livello dello scontro perché, in fondo, non gradirebbe le primarie: il leader M5s punterebbe sull'assenza di un'indicazione preventiva del premier e su una campagna a trazione pacifista. Va però ricordato che lo stesso Conte ripete da tempo che viene prima il programma. L'uscita sulle primarie come banco di prova del dossier Ucraina è stata letta semmai come un modo per accelerare i tempi, anche perché arrivare al voto con Giorgia Meloni priva di uno sfidante sarebbe un azzardo.

Nel M5s, a chi scrive di rottura del «campo largo», liquidano: «Sciocchezze, non serve a nessuno avvelenare i pozzi».

Intanto, il fronte progressista affronta il test dell'Aula con la risoluzione alle comunicazioni del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, sullo scostamento di bilancio. I capigruppo di Pd, M5s e Avs hanno lavorato a un testo condiviso. Il punto sensibile è il Safe, il prestito europeo per la difesa, primo pilastro del piano di riarmo dell'Ue: M5s e Avs contrari, mentre nel Pd prevale un'apertura in nome della costruzione di una difesa comune europea. L'intesa è arrivata con una formula che mette tutti d'accordo, escludendo «che le risorse disponibili siano destinate a impegni di spesa militare».

Dai centristi arrivano pressioni ad accelerare. «Meloni vuole andare al Quirinale portandosi Vannacci premier e Salvini al Viminale. Vi va bene?» – ha attaccato il segretario di Iv, Matteo Renzi«A me no. Quindi dobbiamo metterci insieme nel centro sinistra e vincere. Questa è l'unica cosa da fare. Tutto il resto sono chiacchiere».

E Nicola Fratoianni (Avs) fa eco: «Quelli che sperano in un'alternativa che cosa ci chiedono? Ci chiedono di sapere che cosa vogliamo fare per migliorare la loro vita. E io penso che questa sia la priorità più che la discussione su chi comanda. In ogni caso, c'è bisogno che la coalizione si metta intorno a un tavolo e non da sola, ma insieme alle forze vive del Paese, per indicare un programma chiaro».