La polemica
Etna e stop ai voli: Confesercenti Sicilia chiede un «Piano B»
Il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, sottolinea che se l'eruzione dell'Etna è imprevedibile, le sue ripercussioni su trasporti, turismo ed economia locale non possono più essere gestite con soluzioni dell'ultimo minuto
"L'Etna è un fenomeno naturale imprevedibile e nessuno può impedire a un vulcano di eruttare. Ma non possiamo considerare imprevedibili le conseguenze che un’eruzione può determinare sulla mobilità di una regione. Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con la sospensione dei voli e con pesanti ripercussioni su passeggeri, imprese e turismo. E la domanda è sempre la stessa: dov'è il piano B?".
Lo dice Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia.
"Stiamo parlando di uno degli aeroporti più importanti d’Italia per numero di passeggeri, un’infrastruttura strategica non soltanto per Catania e per la Sicilia orientale, ma per l’intera economia dell’Isola. Proprio per il suo peso, non possiamo continuare a gestire le conseguenze delle eruzioni esclusivamente attraverso provvedimenti emergenziali assunti quando l’emergenza è già iniziata", spiega.
"È evidente che la sicurezza deve essere sempre la priorità e che, quando le condizioni non consentono di operare, la sospensione dei voli è inevitabile. Ma proprio perché l’Etna è un vulcano attivo e sappiamo che eventi di questo tipo possono verificarsi, è indispensabile disporre preventivamente di un sistema alternativo di collegamenti", prosegue.
"Un vero Piano B dovrebbe prevedere procedure già definite per il trasferimento dei voli sugli altri scali siciliani, in particolare Comiso, ma anche un sistema di collegamenti terrestri straordinari, assistenza ai passeggeri e un coordinamento immediato tra aeroporti, compagnie aeree, Regione, Protezione civile e sistema dei trasporti", conclude.