L'eccidio
Sant'Anna di Stazzema, l'82° anniversario del massacro: la politica unita nel ricordo
Ricordato il massacro del 12 agosto 1944, in cui le SS e i fascisti uccisero 560 civili, tra cui 65 bambini al di sotto dei dieci anni
Il ricordo della strage di Sant'Anna di Stazzema
La mattina del 12 agosto 1944 si consumò una delle pagine più drammatiche e atroci della storia italiana ed europea. A Sant'Anna di Stazzema, piccolo borgo incastonato tra le Alpi Apuane, le SS naziste, con la complicità dei fascisti locali, rastrellarono la popolazione civile massacrando 560 persone incolpevoli. Tra le vittime figuravano ben 65 bambine e bambini con meno di dieci anni. A distanza di 82 anni, la memoria dei martiri e dell'orrore nazifascista rimane un pilastro irrinunciabile per la Repubblica, una ferita aperta che impone il dovere morale di difendere quotidianamente la libertà e le istituzioni democratiche.
Le reazioni e le dichiarazioni della politica
«La libertà è un bene prezioso che le istituzioni devono tutelare di fronte ai pericoli vecchi e nuovi», ha esordito così, il vice premier, il forzista Antonio Tajani, intervenendo direttamente a Sant'Anna. E ha continuato: «Nazismo e fascismo sono tragedie del passato che non ritorneranno in quelle forme, ma oggi il mondo è attraversato dallo stesso spettro dell’intolleranza e dell’estremismo. Vi sono regimi totalitari con ambizioni atomiche o che aggrediscono stati sovrani come l’Ucraina con la legge del più forte. Inoltre, all'interno delle democrazie agiscono spinte che tentano di delegittimare le istituzioni attraverso la disinformazione di massa: tutto questo richiama in modo inquietante quanto accadde nel Novecento».
Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha richiamato il legame indissolubile tra la Carta costituzionale e l'antifascismo: «La nostra Costituzione è stata scritta per affermare con chiarezza mai più fascismo, con lo scopo di rifondare lo Stato su principi radicalmente antitetici come il valore supremo della persona, l'uguaglianza e la libertà. Come osservò Giuseppe Saragat, la Costituzione è nata per sanzionare un passato funesto e affermare la certezza di un avvenire migliore. C'è un connubio indissolubile tra democrazia e antifascismo; la Carta trova nell’opposizione al fascismo la sua stessa ragione d'esistenza. Per questo non possiamo permetterci alcun cedimento o nostalgia sul presupposto che qualcosa di buono sia stato fatto». La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha affidato ai social il proprio messaggio di condanna e memoria: «La memoria dell’orrore nazifascista e dei martiri di Sant'Anna è un dovere, perché la storia non si riscrive e non si dimentica. L'eccidio è una ferita nella storia italiana ed europea che ci ricorda la necessità di uno sforzo quotidiano per tutelare ogni giorno la democrazia, la libertà e i principi antifascisti della nostra Costituzione».