INFRASTRUTTURE
Salvini rilancia il Ponte sullo Stretto: «Con l'opera i turisti bloccati a Catania sarebbero già rientrati»
Il leader della Lega, alla Versiliana, lega l'emergenza Etna alla grande infrastruttura: «In autunno il parere della Corte dei Conti, cantiere entro l'anno»
L'emergenza Etna diventa, ancora una volta, l'occasione per rilanciare il Ponte sullo Stretto. Lo fa il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, intervenendo agli «Incontri al Caffè» della Versiliana Festival, a Marina di Pietrasanta.
«Se ci fosse un ponte sullo Stretto, quelle centinaia di persone sequestrate a Catania sarebbero già tornate alle loro destinazioni», ha detto il leader della Lega, riferendosi ai disagi provocati dalla chiusura dell'aeroporto di Fontanarossa per la cenere vulcanica. «Sul vulcano posso fare poco, sul ponte di più», ha aggiunto, rivendicando l'infrastruttura come risposta strutturale alle crisi che periodicamente isolano la Sicilia.
Sui tempi dell'opera, Salvini ha indicato l'autunno come momento chiave: «Ci sarà il parere finale della Corte dei Conti. La più grande opera pubblica degli ultimi anni partirà quest'anno se ci sarà l'ok della Corte dei Conti». E ha rilanciato sul valore simbolico del cantiere: «Se partirà quel cantiere sarà l'immagine che ci vale per i prossimi 50 anni, quindi mi auguro che il cantiere parta». Concetto ribadito anche in una dichiarazione all'Italpress, in cui il ministro ha parlato della struttura come della «più grande opera pubblica in progettazione in Occidente», capace di restituire lustro «all'ingegneria italiana e al Paese» per i prossimi cinquant'anni.
Ad accompagnare il pressing di Salvini è arrivato anche il sostegno del presidente del Senato, Ignazio La Russa: «In questi giorni si capisce bene come il Ponte sullo Stretto sia estremamente utile, non solo per evitare a turisti e non i disservizi causati dall'Etna, ma ancor di più per l'economia della Sicilia e, in generale, per l'attrattività dell'isola, regina del Mediterraneo».
Non manca, però, chi chiede impegni più stringenti. Dalla Calabria arriva la nota di Simone Veronese, presidente dell'Associazione amici del ponte dello Stretto, che invita il ministro a mettere nero su bianco un cronoprogramma dettagliato: «Dopo decenni di discussioni, rinvii e battaglie politiche, Calabria e Sicilia hanno bisogno di date certe. Chiediamo al ministro Salvini di indicare pubblicamente, mese per mese, quali passaggi devono ancora essere completati, quali amministrazioni ne sono responsabili e quali siano le scadenze da rispettare». Veronese, pur sottolineando che «nessuno chiede scorciatoie sulla sicurezza» su temi come sismicità, faglie, vento, cavi e fondazioni, chiede che l'avvio «concreto» dei cantieri avvenga «entro il 2026»: «Salvini metta nero su bianco il cronoprogramma e lo renda pubblico, così che ogni cittadino possa controllare il rispetto delle scadenze».