“BAR ITALIA”
La Russa a Ragalna: «Il centrodestra resta coerente, Report va cambiato non eliminato». E su Schifani...
Il presidente del Senato, ospite dell'iniziativa estiva di FdI nel Catanese, difende la linea del governo Meloni, boccia le "regalie" e apre sul futuro del programma Rai
Da Ragalna, sull'Etna, il presidente del Senato Ignazio La Russa detta la linea del centrodestra e non risparmia stoccate sul caso Report. L'occasione è "Bar Italia", l'iniziativa estiva di Fratelli d'Italia che ha fatto tappa nel Catanese, dove La Russa ha affrontato temi che vanno dalla tenuta della maggioranza alla trasmissione Rai di Sigfrido Ranucci, fino alle prossime Regionali siciliane.
Sul profilo politico del governo Meloni, La Russa rivendica una linea di continuità: «Il centrodestra, ed è questo quello che sta facendo Giorgia Meloni, deve restare coerente con il proprio progetto, a costo di dispiacere a qualcuno e di piacere ad altri». Niente inseguimenti last minute, dunque, verso misure come il reddito di cittadinanza: «Non abbiamo bisogno di fare 2-3 punti ad esempio con il reddito di cittadinanza o altre regalie, non è la strada che seguiremo». La rotta resta quella già tracciata: «Continueremo con l'azione di difesa dei nostri confini, serve ancora più sicurezza contro ogni tipo di criminalità anche quella spicciola e minorile e dovremo continuare a dare più posti di lavoro».
Il presidente del Senato si sofferma poi sulla tenuta della coalizione, rivendicando la compattezza del centrodestra rispetto alle tensioni che agitano il campo opposto: «La meraviglia è che mai il centrodestra è riuscito a fare quello che riesce al centrosinistra cioè litigare veramente e far perdere consensi». L'unica eccezione richiamata da La Russa riguarda il voto sulle preferenze della legge elettorale, andato sotto in un'occasione: un episodio che il presidente del Senato attribuisce a «un'eccessiva sicurezza che non potesse succedere niente», assicurando che la maggioranza «recupererà», anche ricordando che «il voto alle donne vada garantito».
Passando al fronte mediatico, La Russa interviene sul caso della trasmissione Rai Report e del suo conduttore Ranucci, di cui in questi giorni si discute il futuro. Per il presidente del Senato il programma non va cancellato ma riformato: «Report va cambiato, non eliminato perché non è possibile che le inchieste di Report solo per l'1,5% dei casi hanno riguardato il partito di sinistra più grosso». E rivendica un principio di equidistanza: «A me non interessa se ne mettono un altro ma non può essere che il giornalismo d'inchiesta si faccia per attaccare qualcuno, deve fare inchiesta a 360 gradi». Non manca la battuta, con un richiamo storico alla tirannide siracusana: «Non vorrei che ce ne mandino uno peggio di Ranucci, la vedo difficile ma potrebbero trovarlo».
Interpellato sulle Regionali siciliane, La Russa evita di sbilanciarsi sul nome del candidato presidente, rimandando la scelta a Forza Italia: «Per il momento c'è Schifani e c'è Forza Italia. Io aspetto di capire cosa dice FI, se dice Schifani o un altro nome ma ce ne possono essere anche altri di nomi», ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se il governatore uscente resti il candidato naturale del centrodestra per un secondo mandato.