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Il centrodestra si confronta a Ragalna: lo Schifani bis prende forma (con l'ok di La Russa)

Il governatore dichiara di voler proseguire il lavoro intrapreso, supportato dal bilancio risanato rivendicato dal presidente dell'Ars Galvagno e dal sì alla ricandidatura del presidente del Senato (che scarica Vannacci)

26 Agosto 2026, 20:28

Il centrodestra si confronta a Ragalna: lo Schifani bis prende forma (con l'ok di La Russa)

EtnaForum, la rassegna politica ospitata a Ragalna, nel Catanese, ha inaugurato i lavori delineando l’orizzonte del centrodestra siciliano e nazionale per i prossimi mesi. Il confronto, moderato dal direttore de La Sicilia, Antonello Piraneo, ha offerto una lettura ampia su riforme regionali, rapporti di coalizione e prospettive elettorali.

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha rivendicato con decisione l’impronta dell’esecutivo da lui guidato. «Abbiamo innestato una marcia che vede grandi cambiamenti: i termovalorizzatori, l’apertura delle Terme, il polo pediatrico, l’ospedale di Siracusa», ha affermato, indicando la massa di cantieri avviati come segno di discontinuità nell’azione politica sull’Isola.

Pur riconoscendo le difficoltà, Schifani ha insistito sul metodo del confronto come strumento per superarle: «Tante difficoltà ma ci mettiamo attorno a un tavolo e cerchiamo di superarle per come finora abbiamo fatto anche superando certe tensioni, certi nervosismi e amarezze». Richiamando il suo motto, «vai avanti anche quando pensi che sia inutile», ha ribadito l’impegno a proseguire il percorso di governo: «Non voglio tradire la fiducia dei siciliani ma principalmente la fiducia di chi ha voluto che io seguissi e mi occupassi della Sicilia».

A consolidare il profilo del governatore è intervenuto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, presente a margine dell’inaugurazione dell’evento. Interrogato su una possibile ricandidatura alle regionali del prossimo anno, ha espresso un giudizio favorevole, pur rimandando la decisione ai partiti della coalizione: «Non dipende da me e solo dal presidente, ma dai partiti e dalle forze politiche che lo sostengono».

E ha aggiunto: «Io se devo esprimere un giudizio, dico che è un buon presidente della Regione e che nella normalità un buon presidente della Regione se decide di riproporre la propria candidatura normalmente è ricandidato».

Sul piano nazionale, La Russa ha affrontato il dossier legato al generale Roberto Vannacci, escludendo riflessi negativi per il centrodestra in vista delle politiche: «Decidono sempre gli elettori chi perde o vince le elezioni. Ci mancherebbe che il centrodestra non ce la possa fare alle politiche senza Vannacci». Ha poi chiarito: «Era di centrodestra, era il vicepresidente di un partito della coalizione. Ha rotto col suo partito, è uscito dal centrodestra e ha votato contro il governo diverse volte e questo crea un problema naturalmente di difficile se non impossibile soluzione».

La seconda carica dello Stato ha inoltre salutato con favore il cantiere di riforma della legge elettorale: «Mi sembra una scelta importante quella di una legge elettorale che dica che ci deve essere un governo, non un pareggio ma un governo voluto dai cittadini», auspicando norme che garantiscano stabilità a chi otterrà «almeno un voto in più dell’altro».

A chiudere il quadro istituzionale è stato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, che ha rivendicato il risanamento dei conti: «Abbiamo portato il bilancio a essere in una situazione migliore rispetto al passato, quindi quel deficit pubblico che aveva la Regione siciliana non c’è più, è scomparso».

Un risultato accompagnato dall’approvazione puntuale delle leggi di stabilità entro il 31 dicembre, per assicurare «certezza della spesa che hanno i Comuni per poter immettere le risorse adeguate all’interno del proprio territorio».

Galvagno ha infine respinto le accuse dell’opposizione sulla destinazione dei fondi, spesso liquidati come elargizioni clientelari: «È quasi paradossale poi come talvolta vengono chiamate “mancette” quelle che sono invece delle risorse destinate ad esempio alle strade». E ha concluso: «Noi ci lamentiamo tanto delle buche nelle strade e quando mettiamo i soldi per riparare il buco qualcuno dice che sono le “mancette”, oppure quando rifacciamo una scuola».