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Governo

Riforma elettorale, primo banco di prova per la maggioranza: entro il 1° settembre scelte decisive su preferenze, soglie e ballottaggio

Scontro su soglie e ballottaggio mentre le opposizioni preparano mille emendamenti

28 Agosto 2026, 20:12

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Riforma elettorale, primo banco di prova per la maggioranza: entro il 1° settembre scelte decisive su preferenze, soglie e ballottaggio

Sarà il primo vero banco di prova per la maggioranza alla ripresa dei lavori parlamentari. Che per i senatori della commissione Affari Costituzionali del Senato ricominceranno, di fatto, un po' prima rispetto ai colleghi.

Da martedì 1 settembre, infatti, a Palazzo Madama entra nel vivo la discussione sulla riforma della legge elettorale con la scadenza del termine degli emendamenti alle 12 e la prima riunione prevista alle 19 per le repliche del relatore, il presidente della commissione Andrea De Priamo, e della ministra delle Riforme Elisabetta Casellati.

Per allora le scelte dei partiti e le eventuali modifiche da approntare al testo dovranno essere messe nero su bianco.

Un' intesa di massima, con tanto di via libera dei leader, era stata raggiunta prima della pausa estiva dalla maggioranza per un emendamento sulle preferenze su modello di quello bocciato alla Camera nel voto segreto.

Proposta di modifica che, però, questa volta, verrebbe sottoscritta da tutti i partiti della coalizione mentre a Montecitorio portava le firme solo di FdI, Nm e Udc.

Tre preferenze, da esprimere con una crocetta su un elenco di sei nomi e capolista bloccati, mentre si riflette ancora sulla formula per l'alternanza di genere che verrà comunque introdotta.

Ma si starebbe ragionando anche su altri possibili ritocchi. E proprio per questo gli sherpa del centrodestra dovrebbero tornare a fare il punto lunedì prossimo, alla vigilia della scadenza del termine per le proposte di modifica.

Tra i temi sul piatto quello dell'emendamento introdotto a Montecitorio che prevede che - ad eccezione del miglior perdente della coalizione - siano esclusi dal calcolo per la cifra elettorale nazionale i voti di chi non ha raggiunto almeno il 3% che potrebbe essere modificato.

E un altro punto sul quale proseguono le riflessioni nel centrodestra è il ballottaggio, previsto nella prima versione della riforma ma poi tolto nel 'Bignami 2' che prevede che il premio di maggioranza sia assegnato solo se una coalizione supera il 42%. Con uno scenario in mutazione e il partito di Vannacci che nei sondaggi continua a crescere, nel centrodestra si riflette sul rischio che nessuno ottenga la soglia con la conseguenza di andare alla distribuzione dei seggi con un proporzionale puro.

Tra i fautori dell'introduzione del secondo turno il senatore di FdI ed ex presidente del Senato Marcello Pera, componente della commissione. Senza "si rischia la palude", osserva in un intervento sul Sole24Ore suggerendo un secondo turno se nessuno supera il 48% e almeno due coalizioni sono al 38% senza possibilità di apparentamenti diversi dal primo.

Da FdI si spiega che ci sono ragionamenti in corso sulla questione ma per il momento la reintroduzione del ballottaggio viene esclusa ed è inoltre difficile ipotizzare che senza un'intesa ci siano proposte di singoli parlamentari sul punto.

Tanto più che la scadenza per gli emendamenti in commissione coincide con quella per l'Aula dove il testo approderà il 9 settembre con voto finale il 15.

Un unicum, accusano dalle opposizioni, che "fa capire quale sia il nervosismo della maggioranza che, di fatto, mette una camicia di forza a tutti gli alleati", osserva il Dem Andrea Giorgis.

Il centrosinistra, intanto, prepara battaglia e nelle prossime ore farà un punto tecnico sulla riforma.

Dalle opposizioni dovrebbero arrivare un migliaio di emendamenti con un pacchetto unitario che dovrebbe prevedere collegi o preferenze al posto delle liste bloccate e lo stop all'obbligo di indicazione del premier che, di fatto, ha imposto nel dibattito a sinistra il tema delle primarie.