la sfida
Burgio canta «Io sono ancora qua», ma le vacanze sono finite
Il sindaco di Serradifalco al terzo mandato ha creato mal di pancia nel centrodestra e a Palazzo d’Orléans
«E io sono ancora qua....Eh già» ma non per molto. Così il sindaco di Serradifalco, sul cui capo pende la revoca del mandato sindacale perché ha sfidato la Regione con il terzo mandato, si è fatto sentire nel suo paese in occasione del concerto di Giusy Ferreri e lo ha fatto intonando il ritornello della canzone di Vasco Rossi del 2011. Sono passati quindici anni da quel brano che ora Burgio ha fatto proprio perché da Palermo il decreto ancora non gli è arrivato. Ma si sa bene che ad agosto tutto si ferma, anche le decisioni più drastiche vengono prese quando si torna alla normalità. Così per alcuni il periodo di vacanza è stata anche l’occasione per la riflessione. A maggior ragione per il presidente Renato Schifani che sulla sua scrivania ha da tempo la decisione per la revoca. Ma il suo attendismo, tirato dalla giacchetta da Luca Sammartino visto che Burgio è il segretario in provincia di Caltanissetta della Lega, gli costerà caro nel momento in cui dovrà firmare quell’atto che manderà a casa un sindaco alleato che ha voluto sfidare tutti: dalla prefettura alla Regione.
A Palazzo d’Orleans l’uscita di Burgio con accanto i suoi assessori davanti ad una piazza che pullulava di persone è stata mal digerita ma il periodo della vacanza ha preso il sopravvento su ogni decisione che al ritorno al palazzo del potere non potrà più essere rimandata anche se all’interno della maggioranza, e lo sa bene Schifani, i mal di pancia non mancano mai e il rischio di vedere anticipare la fine del suo mandato potrebbe essere la mossa che la Lega gli potrebbe mettere su un piatto d’argento lucido e non certo ossidato dal tempo.
Chiusa la festa patronale di San Leonardo a Serradifalco, la undicesima sotto la sindacatura Burgio, i nodi potrebbero venire al pettine nonostante Burgio sia pelato. Quel decreto nel cassetto potrebbe essere uscito da un momento all’altro - forse quando meno se lo aspetta - perché già nei palazzi del potere di Palermo circola anche il nome del commissario che si andrebbe ad insediare al suo posto. E a quel punto entreranno in gioco gli avvocati perché da settimane un legale vicino al primo cittadino di Serradifalco ha studiato tutte le ipotesi e preparato i documenti per una battaglia legale. Sia a Palermo dinnanzi al TAR sia dinnanzi alla Corte Costituzionale. E se questa seconda ipotesi dovesse prendere il sopravvento - è il passaggio fondamentale per riaprire al terzo mandato dei sindaci - la partita tra Roma e Palermo sulle leggi elettorali siciliane diventerà un vero e proprio campo di battaglia politico. Ma è l’ultimo weekend di agosto, il ritorno alle attività è più vicino mentre per ora Burgio «rimane sempre là. Eh già».