la protesta dopo il Furto al Mume
Bonaccorso: «Tutti insieme per tutelare la nostra identità»
Abbraccio al Museo: la città chiede sicurezza, tutela del patrimonio e riforme dopo il furto delle opere di Antonello da Messina
«Tutti insieme, per dare un segnale forte e concreto di amore, rispetto e difesa del nostro patrimonio, della nostra storia, della nostra identità». È questo il messaggio che ha animato la manifestazione pubblica organizzata ieri mattina davanti al Mume “Maria Accascina”, a 15 giorni dal clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina.
Mentre proseguono senza sosta le indagini della Procura, gli inquirenti stanno lavorando a 360 gradi per fare luce sulla vicenda e individuare i responsabili. Nel frattempo, la città ha scelto di stringersi attorno al proprio museo, con un abbraccio simbolico per ribadire l’importanza della cultura, della memoria e della tutela di un patrimonio che appartiene all’intera comunità. A promuovere l’iniziativa è stato il fumettista Lelio Bonaccorso, che nei giorni scorsi aveva lanciato sui social un vero e proprio appello alla mobilitazione.
La manifestazione è stata un ulteriore segnale della volontà della città di non spegnere i riflettori sulla vicenda. Il furto delle opere di Antonello ha riaperto il dibattito sulle condizioni di sicurezza e, più in generale, sulla valorizzazione del grande patrimonio storico e artistico conservato nella struttura di viale della Libertà. «Chiediamo e pretendiamo un cambiamento delle norme regionali e una maggiore tutela del nostro patrimonio - afferma Bonaccorso - perché fino a questo momento il museo messinese è stato penalizzato».
Il Mume è il primo museo per estensione nel Sud Italia e rappresenta uno dei principali presidi culturali della città. Dunque l’appello lanciato dai cittadini: andare oltre la ferita, ancora aperta, e trasformare quanto accaduto in un’occasione per ripensare il ruolo della struttura.