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Il presidente del Senato

La Russa e l'ipotesi del Quirinale? «Io presidente? E che sono pazzo?

«E poi non mi eleggerebbero mai. Già scalpito a fare il presidente del Senato»: questa la risposta data durante Etna Forum, a Ragalna. Dove ha affrontato anche i temi del referendum Giustizia («un errore»), il caso Ranucci («mai voluto cacciarlo») e l'eventuale alleanza con Vannacci

30 Agosto 2026, 20:10

La Russa e l'ipotesi del Quirinale? «Io presidente? E che sono pazzo?

«Io al Quirinale? E che sono pazzo?». Parola del presidente del Senato Ignazio La Russa che così ha risposto ai cronisti su una eventuale sua "ascesa" al Colle come Capo dello Stato, durante Etna Forum in corso a Ragalna (Catania).  Durante l'evento, ha affrontato anche altri temi. Uno su tutti, un giudizio sul governo di Giorgia Meloni, avviato a diventare a breve il più longevo della storia repubblicana. «Ha fatto bene a livello internazionale», ha detto ma «il referendum» sulla Giustizia per La Russa è stato «un errore», rispondendo alla domanda dalla giornalista Myrta Merlino. «Qquella riforma in quel modo era giusta e doverosa, era nel programma ma il gioco non valeva la candela perché si poteva ottenere lo stesso risultato con la legge ordinaria e aver creduto che gli italiani riflettessero nel merito». E poi «qualunque referendum» è «sempre un rischio» quando si è al governo. Meloni al Colle è invece una ipotesi che lo convince ma «l'ho già detto: non sarà questa volta, ha ancora un ruolo importante nel centrodestra ma non capisco perché meravigliarsi che quella che è la prima premier donna possa legittimamente essere una splendida presidente della Repubblica. A me piacerebbe sarei felice».

Poi ha proseguito: «Qui a Ragalna mi conoscono bene (La Russa è della vicina Paternò, ndr), sanno che la mia passione è la politica. Lo dicono tutti i politici, ma giuro che è vero. Non è una bugia. Non è il potere ciò che mi ha mai mosso nell’impegno politico, non è mai stato il primo e neanche il secondo pensiero. Già scalpito a fare il Presidente del Senato e, tante volte, faccio fatica a ricordare a tutti che una cosa è essere imparziale nell’esercizio delle funzioni, ma che uno può esprimere liberamente le proprie opinioni al di fuori dell’esercizio, ma sul presidente della Repubblica avrebbero ragione. Prima di tutto non mi eleggerebbero mai ma se per follia pensassero davvero che io possa essere un buon presidente della Repubblica, il primo a ribellarsi sarei io. Quindi due condizioni impossibili: primo che nessuno mi vorrebbe presidente della Repubblica secondo modestamente non lo vorrei veramente neanch’io...».

Non si sottrae poi a commentare il caso Sigfrido Ranucci con la sua esclusione dalla conduzione di Report: ««Non ho mai chiesto la sostituzione di Ranucci, semmai andava abolita la metodologia di Report. Io ho detto tenetelo Ranucci perché qualunque inchiesta di Report adesso tutti capiranno che è una bufala, che Dio ce lo conservi». 

Spazio anche a un commento sull'eventualità di avere il generale Roberto Vannacci, e il suo movimento "Primal'Italia", come alleato di governo: «Se il motivo dell’imbarcare Vannacci è pur di vincere non lo imbarcheremo mai perché la destra» è diversa dalla sinistra che «ha messo tutti insieme». Poi ha aggiunto in un altro passaggio: «C'è un proverbio che spero non lo riguardi che dice che chi tradisce una volta tradisce per sempre. Lui era vicepresidente della Lega e «c'era arrivato per scelta del segretario e se ne è sbattuto». 

Affrontato poi il tema della legge elettorale: «Perché vale la pena cambiarla? Perché solo il centrodestra e in particolare Giorgia Meloni vuole evitare all’Italia il rischio di un pareggio: con l'attuale legge e gli attuali sondaggi questo rischio» esiste ed è necessario cambiare questa legge elettorale «in questo contesto storico per stabilità e progresso».