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la mobilitazione

Il raduno neonazista nel Trentino, da Catania l'appello del "Fronte Antifascista" per chiedere di vietare l'evento

L'avvocato Antonio Fiumefreddo ha scritto al prefetto di Trento Isabella Fusiello

03 Settembre 2026, 11:51

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Il raduno neonazista nel Trentino, da Catania l'appello del "Fronte Antifascista" per chiedere di vietare l'evento

L'avvocato catanese Antonio Fiumefreddo coordinatore nazionale del "Fronte Antifascista" ha scritto al prefetto di Trento Isabella Fusiello alla luce dell'annunciato raduno internazionale neonazista "Ritorno a Camelot", previsto in Trentino fino al 6 settembre.

Nella lettera si chiede: l'identificazione della località, degli organizzatori effettivi, dei finanziatori, dei gruppi partecipanti e dei soggetti provenienti dall'estero; di acquisire e analizzare le locandine, i programmi, le chat, i canali telematici, il materiale propagandistico e ogni altro elemento utile a ricostruire natura, finalità e modalità del raduno; di verificare l'effettivo coinvolgimento di Blood & Honour, di Combat 18 o di altre organizzazioni neonaziste internazionali e l'eventuale ingresso nel territorio nazionale di soggetti segnalati per terrorismo, estremismo violento o reati d'odio; di adottare, in coordinamento con il questore e con il ministro dell'Interno, ogni provvedimento necessario a vietare lo svolgimento del raduno; di impedire comunque l'esposizione e la diffusione di simboli nazisti, saluti, inni, slogan, pubblicazioni e materiali idonei a propagandare la superiorità razziale, l'antisemitismo, la discriminazione o la violenza.

«Il Fronte Antifascista - spiega Fiumefreddo - non chiede la compressione di un’opinione, per quanto radicale o ripugnante. Chiede l’applicazione delle leggi della Repubblica nei confronti di una manifestazione organizzata che, per soggetti coinvolti, simbologia, finalità propagandistiche e collegamenti internazionali, appare suscettibile di oltrepassare i limiti della libertà di riunione e di manifestazione del pensiero, ponendosi in contrasto con l'eguaglianza, la dignità umana e l'ordinamento democratico costituzionale. La democrazia tutela il dissenso, anche il più aspro, ma non è tenuta a offrire spazi di organizzazione, reclutamento e propaganda a movimenti che perseguono la discriminazione razziale, la violenza e la distruzione dei suoi stessi presupposti».

Fiumefreddo ha da tempo avviato una campagna «a difesa della democrazia» e contro «la deriva fascista di Futuro Nazionale e del generale Roberto Vannacci» leader del movimento di destra.