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Emergenza abitativa

Casa e graduatorie tra ritardi e ricorsi: «Regole più eque»

Lentezze e incertezze sulla riapertura del bando Erp: interrogazione su alloggi assegnati, famiglie in attesa e esclusioni legate ai sussidi, alla luce della sentenza che ridimensiona il peso della "residenza storica"

03 Settembre 2026, 21:59

22:00

Casa e graduatorie tra ritardi e ricorsi: «Regole più eque»

A oltre un anno dalla pubblicazione della graduatoria definitiva per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica, restano aperti diversi interrogativi sui tempi delle assegnazioni, sullo scorrimento della graduatoria e, soprattutto, sulla riapertura del bando. A sollevare la questione è il capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al sindaco Federico Basile e all’assessora alle Politiche abitative, Alessandra Calafiore. Al centro della richiesta il numero degli alloggi Erp effettivamente assegnati, le eventuali famiglie ancora in attesa di un’abitazione idonea, gli alloggi attualmente disponibili presso Patrimonio Messina Spa e i motivi per cui il bando non sia stato ancora riaperto.

Ma la questione presenta però criticità più profonde. A incidere sul futuro delle graduatorie, come spiega l’Unione Inquilini, una sentenza della Corte costituzionale, che ha censurato in Toscana l’attribuzione di un punteggio sproporzionato alla cosiddetta “residenza storica”. Un principio che, pur non escludendo il radicamento territoriale dai criteri di assegnazione, impone che questo elemento non prevalga sulle condizioni di bisogno economico e sociale. Proprio su questo punto, l’Unione Inquilini aveva espresso perplessità già durante la stesura del regolamento messinese.

Ma non è l’unico nodo. Nella graduatoria pubblicata lo scorso luglio sarebbero stati esclusi numerosi richiedenti a causa dell’inclusione, nel calcolo del reddito, di prestazioni assistenziali come assegno di inclusione e assegno unico. Sussidi che non costituiscono reddito imponibile ai fini dell’accesso all’Erp e non dovrebbero quindi determinare l’esclusione delle famiglie. «Il nodo - spiega Antonio Currò - è correggere le regole e rendere più trasparente la procedura prima di riaprire il bando. È tempo di dotare Messina di regole giuste, eque e rispettose della Costituzione».