Scontri
Vannacci "scatenato" a Cernobio (anche se gli applausi sono per Monti): "L'accusa di ricostituire il partito fascista è ridicola"
Il leader di Futuro Nazionale ha partecipato ad un incontro al Forum Teha insieme all'ex presidente del Consiglio
A Cernobbio, nel corso del Forum Teha, Roberto Vannacci ha respinto l’etichetta di “cavallo di Troia”, chiarendo il senso dell’espressione legata alla sua passata esperienza nelle forze speciali: «Nel mio precedente lavoro era un complimento essere un “cavallo di Troia”, nel senso che come incursori noi lavoravamo anche con quella finalità, quindi inserirci nel dispositivo nemico per poi menare lo scompiglio».
E ha precisato: «Non so se questo epiteto mi è stato dato per la precedente mia attività militare. Chiaramente non mi sento un cavallo di Troia, né di Putin né di altri. Io sono filo italiano ed estremamente patriottico e faccio gli interessi dell’Italia. È l’unica mia preoccupazione. Non porto avanti le istanze di altri su questo pianeta se non dell’Italia».
Interpellato sulle possibili intese in vista delle prossime politiche, il leader di Futuro Nazionale ha frenato: «Le alleanze si fanno a premessa delle elezioni, siamo ancora lontani, non sappiamo il campo di battaglia, la legge elettorale, la data delle elezioni e soprattutto i programmi dei partiti. Sulla base di questo ci confronteremo».
E ha aggiunto: «Se qualcuno convergerà verso i nostri principi e ideali, siamo sempre aperti al dialogo: non siamo noi ad aver parlato di incompatibilità, a chiedere che qualcuno sia escluso, ad erigere muri».
Quanto al programma del suo movimento, Vannacci ha rivendicato la piena aderenza ai principi costituzionali: «Nel programma di Futuro Nazionale non c’è nulla fuori dalla Costituzione. E comunque ricordo che dal 1948 ad oggi la Costituzione è stata cambiata diverse volte».
Ha quindi ricordato: «L’ultima volta fu un governo di sinistra, che cambiò il Titolo V: e che cos’era, un governo fascista? Se oggi dovessimo riscrivere la Costituzione dopo 80 anni la riscriveremmo uguale? Forse qualcosa potrebbe essere adattata alla modernità».
E, sul tema delle riforme istituzionali: «A cambiare la Costituzione questo governo ci ha provato, ci aveva provato anche Renzi, perché vedere una potenziale attività di questo tipo da parte del prossimo governo come eversiva o antidemocratica? Al momento non ci sono ipotesi concrete, ma tentativi ci sono sempre stati».
Pressato su quali articoli modificherebbe, ha risposto: «Al momento non abbiamo ancora un dettaglio».
E sulle critiche di Mario Monti: «Ho già risposto a Mario Monti mentre ero in aula su alcune preoccupazioni, su altre risponderò a lui, ma ritengo che quella della ricostituzione del partito fascista, della narrativa e retorica, ritengo che siano sue personali convinzioni e che non corrisponda alla realtà, anzi, tutt’altro».
Quindi la linea del movimento: «Noi siamo un partito che guarda al futuro, a un rilancio nazionale, sicuramente all’esaltazione di quelle che sono la nostra identità, le nostre radici, la nostra storia, ma questo dovrebbe essere il succo di qualsiasi politica che voglia fare il bene dell’elettorato a cui si riferisce».
Vannacci ha minimizzato anche l’impatto delle indagini in corso: «Non sono preoccupato nella maniera più assoluta. Le due inchieste in corso riguardano degli elementi che non sono né il partito né il sottoscritto, né i dirigenti».
E sull’ipotesi di «ricostituzione del partito fascista»: «È veramente ridicola. Basta aver letto la legge Scelba per capire che è una cosa fantasiosa, se non fantascientifica».
Ha poi concluso: «Anzi, sono anche contento perché, fermo restando che poi la magistratura farà il lavoro e darà i propri giudizi, io sono convinto che poi sarà la magistratura stessa a darci la patente di non fascisti».
Nel confronto sul palco con Mario Monti, l’ex premier ha chiamato in causa l’ideologo indicato per Futuro Nazionale, Lorenzo Gasperini, ricordando un suo post del 27 novembre 2021: «Il suo programma, denominato Bip, base ideologica programmatica, è stato elaborato dal professor Gasperini, che il 27 novembre del 2021 in pieno Covid aveva pubblicato un post in cui diceva che “un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, paura della morte, creduloneria, infermità intellettuale, facile obbedienza al primo politico che passa, e una psicologia da servo, tutte caratteristiche che dovrebbero comportare come minimo l’esclusione dalla vita sessuale come contrappeso naturale”».
Monti ha rincarato con una chiosa ironica: «A me sorgono due curiosità, una tecnica e l’altra politica. Quella tecnica è sull’implementazione di questa sanzione, se è da immaginare l’evirazione seduta stante che sarebbe la soluzione strutturale, o il braccialetto elettronico, applicato non al polso o alla caviglia, ma a un’altra parte del corpo. Ma lei, quando ha dato credibilità al professor Gasperini, era a conoscenza di questo scritto?». "Il programma di Futuro Nazionale viola la Costituzione sui diritti per poi utilizzarla sugli accordi inbernazionali, ha ribadito il senatore ricordando al leader di Futuro Nazionale che, come militare, «ha giurato sulla Costituzione», ma «se diventerà ministro o capo del governo - la violerà palesemente con il suo programma in molti punti, che sono anche in violazione della Carta Fondamentale dei Diritti Umani dell’Unione Europea».
«Contemporaneamente - prosegue - lei mette sotto la Costituzione sotto però poi quando le fa comodo, con un’operazione di ascensore istituzionale la mette sopra quando dice che 'nessun trattato internazionale o anche europeo può avere più valore giuridico della Costituzione nazionalè». Il problema secondo Monti è che «anche una primordiale applicazione del suo programma metterebbe subito l’Italia fuori dall’Unione Europea e dall’euro».
Il duello tra Monti e Vannacci ha catalizzato l’attenzione della platea del Forum di Cernobbio. Secondo quanto osservato in sala, l’ex presidente del Consiglio ha raccolto gli applausi più convinti di manager e imprenditori, interrotto due volte da applausi e accompagnato da risate alle sue stoccate. L’ex generale è stato invece ascoltato in silenzio e ha ottenuto solo un applauso contenuto al termine del suo intervento. A microfoni spenti, più di qualcuno ha parlato di «partita a senso unico», con Monti capace di conquistare la platea grazie a citazioni colte — da Camus a Mitterrand — e a un’ironia particolarmente efficace.