Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
5 settembre 2026 - Aggiornato alle 17:26
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

l'incontro

Progetto Civico Italia e Controcorrente: Onorato lancia un'alleanza civica per rinnovare il centrosinistra

Dettati i tempi: primarie dopo la legge elettorale, programma chiaro e attenzione a scuola, giovani e pragmatismo

05 Settembre 2026, 16:45

16:51

Progetto Civico Italia e Controcorrente: Onorato lancia un'alleanza civica per rinnovare il centrosinistra

Un patto civico per pesare nel campo progressista nazionale, con l’obiettivo di arrivare preparati al prossimo appuntamento con le urne. È il messaggio lanciato ad Agrigento da Alessandro Onorato, coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia, intervenuto agli Stati generali di Controcorrente, il movimento guidato da Ismaele La Vardera.

Per Onorato, l’intesa con Controcorrente è l’esito naturale di un percorso condiviso. «È un matrimonio che arriva dopo un periodo molto lungo di lavoro insieme», ha dichiarato, definendo Controcorrente «l’esperienza civica di maggior successo in Italia» e rimarcando i risultati conseguiti dal movimento nei sondaggi in Sicilia.

L’accordo, tuttavia, ambisce a superare i confini isolani. La strategia di Progetto Civico Italia è federare le realtà civiche diffuse nel Paese in un’unica cornice politica. «Fino a qualche mese fa nel centrosinistra ognuno andava nella sua direzione territoriale – ha spiegato –. Il Progetto Civico Italia è riuscito a riunire queste esperienze, attraverso un unico coordinamento politico che ha come scopo quello di far ripartire l’Italia

Il passo successivo, secondo il coordinatore, dovrà essere la definizione della piattaforma programmatica e la scelta del nome che guiderà la coalizione. L’invito è ad accelerare appena sarà chiarito il quadro normativo. «Una volta che la legge elettorale è chiara, e da qui a un mese la conosceremo, il centrosinistra deve immediatamente aver chiuso il programma e lanciare le primarie».

La formazione, ha annunciato, intende prendere parte alla competizione nell’alveo del centrosinistra e, qualora le primarie fossero confermate, presenterà «un proprio candidato o una propria candidata». L’ambizione è portare nel campo progressista «una ventata di freschezza» unita a «sano pragmatismo».

Proprio sulla riforma del sistema di voto Onorato incalza l’esecutivo. Il centrosinistra, sostiene, non può essere rimproverato di non avere ancora individuato il suo leader perché «non sappiamo ancora le regole del gioco». E contesta l’ipotesi di una nuova legge che introdurrebbe un «presidenzialismo mascherato» in un ordinamento che resta parlamentare.

Nel mirino anche il tema delle preferenze: «Meloni aveva promesso che avrebbe voluto le preferenze – ha detto – invece questa maggioranza propone delle preferenze mascherate», osservando che nella gran parte dei casi «sarebbero comunque i capilista bloccati a ottenere l’elezione».

L’esponente di Progetto Civico Italia attacca poi la tenuta della maggioranza guidata da Giorgia Meloni: «Il Governo Meloni litiga su tutto, ogni giorno», ma a tenerla insieme sarebbe soprattutto «la colla del potere». Più che la durata dell’esecutivo, per Onorato, conta il bilancio dell’azione di governo: «Non conta quanti duri, conta quello che fai».

Quanto alla scadenza naturale della legislatura, ricorda che, sulla carta, le politiche si terrebbero nell’ottobre 2027, ma azzarda una previsione diversa: «Se dovessi scommettere un euro, e non mi piace scommettere, lo farei sulle politiche ad aprile».

Capitolo alleanze. Interrogato sui rapporti con le altre forze del perimetro progressista, inclusa Italia Viva di Matteo Renzi, Onorato non chiude le porte: «Non siamo arbitri di calcio che danno i cartellini gialli, rossi e le diffide. Chi dimostra veramente di voler stare in questo campo, benvenuto».

La priorità, insiste, deve restare il confronto con il Paese reale: scuola, costo dei libri, sport, opportunità per le nuove generazioni. «Agli italiani e alle italiane interessa molto di più capire cosa fai», ha osservato.

Dal palco di Agrigento, il coordinatore allarga infine lo sguardo alle fragilità sociali ed economiche, prendendo le mosse dalla Sicilia ma chiamando in causa l’Italia intera: «I giovani non scappano solo dalla Sicilia, ma anche dalla Lombardia», a testimonianza di una difficoltà diffusa nel costruire un futuro.

Il centrosinistra, avverte, dovrà evitare di ripetere gli errori del passato, specie sul terreno delle alleanze, senza però trasformarli in un marchio per chi oggi prova a tracciare una rotta diversa. «Né io, né Ismaele siamo mai stati in Parlamento – ha ricordato, riferendosi a La Vardera – quindi non possiamo prenderci una lettera scarlatta di chi è stato dirigente ed ha sbagliato».

Chiusura affidata allo slogan del movimento di La Vardera: «Si può ripartire e si può andare controcorrente».