L'intervista
Cento giorni a Messina: tra emergenze, cantieri e la sfida del rilancio: Basile: «L'obiettivo è completare il percorso»
Waterfront, viabilità e attrazione di investimenti, il primo cittadino guarda l'orizzonte politico della città
28 maggio, 5 settembre. Un traguardo temporale simbolico, eppure di importanza cruciale. Cento giorni dalla proclamazione. Cento giorni durissimi per la città. Ed è tempo di bilanci. «Non si tratta di un nuovo inizio - spiega il sindaco Federico Basile - ma di una tappa di un percorso che continua».
I primi 100 giorni di mandato sono importanti perché permettono di stabilire la direzione politica dell’Amministrazione e mettere in cantiere i primi provvedimenti del programma di mandato. Come nel 2022 è partito dal decentramento.
«Così come il primo atto del mandato 2022 era stato quello di istituire la settima municipalità, il primo atto del secondo mandato è stato quello di mettere mano al regolamento su decentramento amministrativo. E’ chiaro che questo è un mandato nel quale, al di là della progettualità che c'è in corso, bisogna dare una spinta diversa alla macchina amministrativa nei 47 villaggi che distribuiti sette municipalità costituiscono una vera sfida dell'Amministrazione».
Sono stati 100 giorni complessi per la città…
«Questi cento giorni sono coincisi con un periodo particolarmente complesso per Messina, che ha richiesto presenza e attenzione nella gestione di diverse emergenze. La macchina amministrativa ha continuato a lavorare su quelle che erano le previsioni già messe in campo, la ex Fiera con i suoi padiglioni, la palestra della scuola Mazzini, il mercato Sant'Orsola, il PalaMerlino, il Celeste, l’apertura della villetta di Ponte Schiavo, l'area attrezzata del Ringo. Ma abbiamo dovuto fare anche conti con una serie di tragedie, dal crollo di Pistunina, a una serie di morti su strada, e poi il furto delle opere di Antonello. Fatti terribili e imprevedibili che non si sono conclusi con la gestione della fase emergenziale, ma ci tengono ancora impegnati, mi riferisco in particolare al crollo di Pistunina, con la magistratura e Prefettura, per portare avanti tutto quello che concerne la fase del “dopo”. L’importante è che, credo, ma questo lo credo io, la città abbia dimostrato di essere abbastanza matura anche, purtroppo, per affrontare queste tragedie».
I primi 100 giorni sono un po' una luna di miele con i cittadini, il consenso è alto così come l’attenzione. Teme un calo, un effetto “ceravamo tanto amati”?
«Da sindaco di secondo mandato è un periodo che ho vissuto anche nel 2022. Le lune di miele, come spesso capita, hanno un inizio e una fine, poi c’è la normalità, ma c’è anche la continuità lavorativa. Ho la serenità e di chi lavora senza sosta per il bene della città».
Quali le priorità di questi primi cento giorni?
«La prima cosa che abbiamo affrontato è stata la chiusura dei cantieri Pnrr. C’è una scadenza prossima, una serie di piccole proroghe, e quindi la fretta che abbiamo è quella di chiudere tutto quello che c'è aperto per poi avviare le nuove programmazioni programmazione. La sfida di questo anno, di questi anni, è quella di completare, cosa che già stiamo facendo, tutte le cose che abbiamo aperto per poi rilanciare sul tema della viabilità e dei trasporti, su quello dello sviluppo industriale e imprenditoriale, sul piano integrato di ambito urbano, per quella parte di territorio che va dal Cavalcavia a Gazzi. E poi l’interlocuzione con l’Autorità di sistema portuale per quel tratto di waterfront che va da Boccetta all'Annunziata, con l’Agorà della fiera punto centrale di questo sviluppo. Ma soprattutto c'è la voglia di attrarre investitori in città, che è il tassello che manca».
A 100 giorni mancano ancora le nomine per le Partecipate.
«A 100 giorni manca la formalità di un atto che è stato pubblicato il 24 luglio e che è scaduto il 24 agosto. Siamo ai primi di settembre, quindi a una settimana dalla scadenza e nel pieno di una istruttoria amministrativa che deve essere fatta per le 990 richieste e che ha bisogno comunque di tempo. Ma sono convinto che, al di là dei rumors o delle indiscrezioni, la settimana prossima concluderemo anche questo iter per rilanciare attività che di fatto continuano a garantire servizi pubblici essenziali anche in questo momento».
Una valutazione su questi primi 100 giorni.
«I bilanci che io faccio, non per piaggeria, sono più o meno sempre positivi, non solo e non tanto per autoincensarsi, quanto perché, oggettivamente, fin quando le cose vanno avanti, anche se in alcuni casi un po' a rilento, vuol dire che la macchina funziona e che le cose si fanno. Molti dei risultati raggiunti vengono da lontano e sono il frutto di programmazione, lavoro amministrativo e impegni assunti negli anni precedenti. Il secondo mandato deve servire a questo: completare ciò che abbiamo iniziato, affrontare ciò che ancora può e deve essere migliorato e aprire una nuova fase per Messina. Cento giorni sono una tappa. Adesso conta quello che saremo capaci di fare nei prossimi anni».