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Agrigento

«Uniti si vince, li mandiamo a casa»: il campo largo si dà la carica alla convention di La Vardera (e c'è il «No» a De Luca)

Un po' mantra e un po' esorcismo: non c'è esponente del centrosinistra, agli Stati generali di Controcorrente, che non faccia appello alla condivisione. E il Pd annuncia: «Presto faremo il nostro nome»

06 Settembre 2026, 12:28

12:30

«Uniti si vince, li mandiamo a casa»: il campo largo si dà la carica alla convention di La Vardera (e c'è il «No» a De Luca)

Uniti si vince. Sembra un mantra e forse ha anche lo stesso scopo: esorcizzare il rischio di divisioni, sempre evocate come dietro l'angolo quando si tratta del campo progressista. E quindi lo si ripete: uniti si vince. Lo dicono tutti dal palco dell'hotel Kaos di Agrigento, nel corso della seconda giornata degli Stati generali di Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera intenzionatissimo a prendersi tutta la scena disponibile in vista delle elezioni regionali 2027.

«Abbiamo avviato un percorso per costruire un’alternativa larga e inclusiva, l'abbiamo già dimostrato alle scorse elezioni amministrative. Dobbiamo avere la consapevolezza che uniti si vince, anche con forze politiche con idee diverse», ha detto Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pdm, intervenendo al confronto fra i segretari del centrosinistra. «L'unità nella diversità, avendo le idee chiare su quello che dobbiamo proporre ai siciliani, può essere un punto di forza - ha aggiunto Barbagallo - Dobbiamo costruire un’alternativa di idee e persone, una proposta politica che sappia individuare priorità ed esigenza della Sicilia e che si fondi sullo spirito di squadra. Prima di arrivare alle primarie bisognerebbe definire il percorso provincia per provincia e trovare la sintesi su sei o sette punti programmatici».

«Nelle prossime settimane il Partito Democratico intensificherà l'interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della Regione da proporre agli alleati. Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente», ha concluso.

«La Sicilia ha esigenze ed emergenze, innanzitutto la questione morale. Cittadini che hanno perso la vita a causa delle liste d’attesa. Non vogliamo che i rifiuti vengano gestiti in questo modo. Sulla scelta di questa squadra ci arriveremo e ci arriveremo bene. E avremo una squadra unita. Non perdiamo più tempo a inseguire chi sta con un piede nel centrodestra, no a Cateno De Luca». Lo ha detto Pierpaolo Montalto, co-coordinatore regionale Avs.

«La Sicilia va liberata dal clientelismo che ha rafforzato Schifani», ha detto anche Angelo Bonelli, a distanza, intervenendo da Cernobbio. Mentre Nicola Fratoianni ha aggiunto, con riferimento nazionale: «Penso che per affrontare bene, in maniera efficace, la questione della leadership del campo largo, serve mettere prima un programma. Se non lo facciamo prima, poi diventa un'avventura assai pericolosa». Certo, parlava di Roma, ma pure per Palermo la linea non è diversa.

«Il fronte alternativo al peggiore governo della Sicilia, se unito, può battere questa destra incapace e disastrosa che sta massacrando tutto, a cominciare dalla sanità, ormai quasi in coma. Dobbiamo impedire con tutte le nostre forze che mettano la pietra tombale sui nostri ospedali, sull’ambiente, sul welfare, sui beni culturali e sul futuro dei nostri giovani, costretti a scappare dall’Isola», ha affermato Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 stelle.

«Sono stati incapaci di fare una riforma, che sia una, degna di questo nome, in compenso sono stati insuperabili ad occupare tutte le poltrone, strapuntini e posti di potere possibili per fare clientele - ha aggiunto - Possiamo e dobbiamo mandarli a casa, ma per farlo dobbiamo essere uniti e mettere al bando qualsiasi personalismo. Se ci dovessimo dividere per ipotetici tornaconti personali, condanneremmo la Sicilia ad altri cinque anni di disastri e i siciliani non ce lo perdonerebbero. Dopo cinque anni di pessimo governo Schifani ha la sfrontatezza di riproporre la propria candidatura, ma che sia lui o qualche altro a guidare il centrodestra poco cambierebbe, per i siciliani sarebbero altri cinque anni terribili e noi non possiamo permetterlo».