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Scontro nel campo largo

Botta e risposta Onorato- De Luca. «Sarà il candidato di Vannacci». «Supercazzola, cerca solo visibilità»

Scontro a distanza tra Alessandro Onorato e Cateno De Luca sulla corsa alla presidenza della Regione Siciliana

06 Settembre 2026, 18:23

Botta e risposta Onorato- De Luca. «Sarà il candidato di Vannacci». «Supercazzola, cerca solo visibilità»

Botta e risposta a distanza tra Alessandro Onorato e Cateno De Luca, con la corsa alla presidenza della Regione Siciliana che comincia a scaldarsi ancora prima che i partiti abbiano sciolto i nodi sulle candidature. Il coordinatore nazionale di Progetto civico Italia, intervenendo agli Stati generali di Controcorrente in corso ad Agrigento, ha usato parole durissime nei confronti del leader di Sud chiama Nord: «Sembra che abbia verificato chi lo dovesse candidare. Poi è arrivata la soluzione geniale: candidato di centrodestra e centrosinistra. Alla fine credo che sarà il candidato di Vannacci».

Per Onorato la mossa di De Luca sarebbe una tattica studiata a tavolino: «La Sicilia non può essere utilizzata per fini elettorali nazionali», ha spiegato, ribadendo che nell'Isola esisterebbero solo due campi politici, non tre, e che l'unica alternativa allo schifanismo sarebbe quella rappresentata dalla sua coalizione. Da qui l'appello a Carlo Calenda a non disperdere energie su una terza via giudicata impraticabile.

La replica di De Luca non si è fatta attendere ed è arrivata con toni altrettanto accesi. Il leader di Sud chiama Nord ha definito le accuse di Onorato «deliranti» e la ricostruzione sulla candidatura di Vannacci «una supercazzola», rivendicando semmai la propria autonomia politica: il rifiuto della vicepresidenza offertagli da Renato Schifani e il risultato ottenuto nel 2022, quando corse da solo alla presidenza della Regione raccogliendo oltre 500mila voti e piazzandosi secondo dietro lo stesso Schifani. De Luca ha poi ribaltato l'accusa di incoerenza politica, ripercorrendo il passato di Onorato tra Veltroni, Udc, il sostegno ad Alfio Marchini contro Ignazio Marino e infine l'appoggio a Roberto Gualtieri a Roma, e liquidando l'affondo del coordinatore di Progetto civico Italia come un tentativo di guadagnare visibilità mediatica in un momento di scarso appeal nei sondaggi.

Uno scontro che, al netto dei toni personali, fotografa bene la fase più delicata per il centrosinistra siciliano: individuare un candidato unico contro Schifani senza disperdere voti verso terzi incomodi come, appunto, De Luca.