Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
7 settembre 2026 - Aggiornato alle 09:42
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il caso

Agrigento e la villa abusiva ereditata: Controcorrente chiede le dimissioni del vicesindaco Crosta

Sotto accusa le contraddizioni sull'uso dell'immobile e l'incompatibilità legata a una pratica di sanatoria pendente in Comune. Il diretto interessato denuncia un accanimento mediatico

07 Settembre 2026, 09:42

Agrigento e la villa abusiva ereditata: Controcorrente chiede le dimissioni del vicesindaco Crosta

Il movimento Controcorrente, la stessa forza politica che ha espresso il sindaco di Agrigento Michele Sodano, ha ufficialmente richiesto le dimissioni del vicesindaco Giovanni Crosta. Questa netta presa di posizione, descritta dalla segreteria regionale come una scelta «sofferta ma necessaria», scaturisce dalle recenti polemiche riguardanti una villa abusiva situata in contrada Zingarello, un immobile di cui il numero due della giunta è diventato coerede in seguito alla scomparsa del padre.

Sebbene il movimento ammetta chiaramente che la responsabilità dell'abuso edilizio originario non ricada sul vicesindaco, la rottura si è consumata sulle discrepanze emerse nella gestione pubblica della vicenda. Controcorrente punta infatti il dito contro «le sue dichiarazioni iniziali sul fatto che l’edificio fosse del tutto disabitato, affermazioni poi smentite dall’uso saltuario dell’immobile in alcune festività». Dal canto suo, Crosta respinge le accuse lamentando di essere vittima di una «campagna mediatica di estrema violenza» e sottolineando a propria difesa come sull'abitazione in questione penda una regolare richiesta di sanatoria presentata già nel 1985.

Le giustificazioni fornite non sono tuttavia bastate a placare le polemiche interne alla maggioranza. I vertici della forza politica hanno infatti evidenziato una evidente questione «di opportunità politica circa la permanenza in giunta di un assessore con una pratica di sanatoria pendente presso lo stesso ente che amministra». Questa valutazione formale è stata tempestivamente notificata al primo cittadino, con la segreteria del movimento che ha chiuso la questione «restando in attesa del passo auspicato».