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campo largo

La Vardera flirta con Conte: «Alle primarie nazionali voterei sicuramente per lui». Anche l’ex pm Ingroia aderisce al progetto

Ad Agrigento il leader di Controcorrente incoronato dal civico Onorato: «Non ruberemo voti agli alleati». Barbagallo: «Presto il candidato del Pd»

07 Settembre 2026, 10:20

La Vardera flirta con Conte: «Alle primarie nazionali voterei sicuramente per lui». Anche l’ex pm Ingroia aderisce al progetto

«L’abbiamo ripetuto più volte, il presidente della Regione deve essere il finalizzatore di una squadra». Esordisce così Ismaele La Vardera nella seconda e ultima giornata giornata degli stati generali di Controcorrente-Progetto Civico ad Agrigento. Obiettivo chiaro: costruire il “modello” per il campo largo siciliano in vista delle elezioni regionali, con un occhio puntato anche sulle nazionali in concomitanza.

Dopo il confronto di sabato con Giorgio Mulè, ieri è stata la volta dei leader regionali del centrosinistra, tutti presenti sul palco con La Vardera e Alessandro Onorato, assessore a Roma e fondatore di Progetto Civico. «L’attuale campo largo ha tutte le carte in regola per fornire un governo a questa regione, Controcorrente - rassicura l’ex Iena - si candida a traino del campo largo e non ruberà voti agli altri partiti ma sarà un gancio per chi in passato non è andato a votare».

Tra gli interventi che si susseguono domina l’argomento più caldo, primarie sì o primarie no, vero nodo dell’opposizione a Renato Schifani. «Nelle prossime settimane il Pd intensificherà l’interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della Regione da proporre agli alleati. Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente», afferma Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd.

«Questa coalizione - aggiunge poi Nuccio Di Paola, coordinatore siciliano del M5S - così formata può vincere a livello regionale e nazionale, proprio per questo è bene che il tempo che ci divide dalle prossime elezioni non lo si impieghi solo a parlare di primarie e candidati». Uniti sul palco del Kaos, il tentativo di La Vardera risponde proprio a quell’esigenza di ordinare le idee per il campo largo. Ma non manca chi, sul palco, alza il tiro sui temi identitari più che sul metodo. Per Avs, Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone non le mandano a dire: «La Sicilia vive un dramma da decenni, una crisi istituzionale e sociale. Chi ha inquinato questa terra non deve presentarsi più alle elezioni politiche». Un affondo che suona anche come argine preventivo dentro la stessa coalizione, con tanto di veto ribadito: «Mai con De Luca». Più conciliante, ma sulla stessa linea dell'unità a ogni costo, la renziana Roberta Lala di Italia Viva: «Per vincere bisogna essere uniti e condividere diversi valori, abbiamo la stessa voglia di cacciare la destra».

A chiudere il cerchio, la voce di chi il civismo lo ha teorizzato come chiave per sbloccare l'impasse: Onorato rivendica il modello con cui la sua creatura politica ha già vinto nella maggioranza dei Comuni italiani: «In Sicilia esiste un solo campo, ed è quello anti-Schifani. La Sicilia è uno stato per lo stato, non è per tutti». Un endorsement che certifica la candidatura di La Vardera come punto di caduta condiviso, restando però un messaggio e non ancora un atto formale delle segreterie nazionali, presenti da remoto. Il leader 5stelle, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs).

Nonostante la distanza “fisica”, il feeling più forte è con l’ex premier. Chi sceglierebbe fra lui ed Elly Schlein? «Alle primarie del centrosinistra voterei il presidente Giuseppe Conte, senza se e senza ma», afferma La Vardera. E dal videocollegamento arriva un grato «mi fa piacere». La Vardera poi precisa: «Il nostro candidato alle primarie, voglio sottolineare, è Onorato. Conte solo se non ci sarà Onorato».

E a fine serata arriva la notizia dell’adesione dell’ex pm Antonio Ingroia, che «manterrà contestualmente i suoi ruoli» di presidente di un movimento politico nazionale come Azione Civile e della Fondazione Spazio Legalità. «Alla base di questa decisione - spiega Ingroia - c'è la condivisione di valori che converge in una visione politica nella quale la legalità rappresenta un elemento centrale e non negoziabile. La mia adesione - spiega Ingroia - è espressione della mia volontà di contribuire attivamente a un progetto nel quale riconosco idee e obiettivi che considero importanti per il futuro della Sicilia e applicabili anche a livello nazionale»