Il caso
Agrigento, Sodano sulla casa del vicesindaco: «Nessun reato, appreso dalla stampa della richiesta di La Vardera»
l primo cittadino risponde alla richiesta di dimissioni avanzata dal suo stesso movimento, Controcorrente, definendo il suo numero due un lavoratore instancabile e rivendicando la propria autonomia decisionale sulla giunta
Il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, ha appreso «soltanto dagli organi di stampa della richiesta di dimissioni avanzata da Ismaele La Vardera nei confronti del vicesindaco Giovanni Crosta». Lo ha scritto sui social, in cui interviene direttamente nel dibattito politico innescato dalla segreteria regionale di Controcorrente, il movimento che lo sostiene, in merito alla richiesta di dimissioni. Rompendo il silenzio sulla vicenda dell'immobile abusivo coereditato dal suo vice, il primo cittadino ha voluto blindare il componente della sua giunta, respingendo le critiche di natura etica e politica.
Entrando nel merito della controversia, Sodano ha difeso la condotta del vicesindaco dichiarando: «Chi eredita una casa costruita dal padre, sulla quale pende un’istanza di sanatoria presentata oltre quarant'anni fa - spiega il primo cittadino - non può per questo essere considerato una persona di dubbia integrità morale». Il sindaco ha inoltre sottolineato a livello giuridico come a Crosta non sia contestato «alcun reato, né alcuna ipotesi di reato», allontanando così le ombre sulla sua figura e rivendicando i risultati ottenuti sul piano amministrativo.
Nel respingere gli attacchi, il primo cittadino ha tessuto le lodi del suo collaboratore: «Crosta - aggiunge - non è un amico da difendere. È, invece, uno dei migliori amministratori che Agrigento abbia avuto, un lavoratore instancabile. Perdere un amministratore di questo valore rappresenterebbe una grave sconfitta per la nostra città». Di fronte allo strappo interno alla maggioranza, Sodano ha preannunciato un confronto con le varie anime del movimento, ma ha chiarito che l'ultima parola spetterà esclusivamente a lui. Mettendo un punto fermo sulle proprie prerogative, ha infatti concluso: «Su questa vicenda ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità».
