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l'intervento

Regionali 2027, Mulè suona la sveglia: «Il centrodestra decida adesso il candidato per la Sicilia»

Il vicepresidente della Camera ha esortato la coalizione a definire per tempo i nomi, non solo per la Regione ma anche per le principali città chiamate alle urne

07 Settembre 2026, 15:59

16:00

mulè

Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, sollecita il centrodestra a sciogliere subito il nodo delle candidature per le elezioni del 2027, a partire dalla Sicilia.

Intervenendo a margine di un’iniziativa a Palermo, ha esortato la coalizione a definire per tempo i nomi, non solo per la Regione ma anche per le principali città chiamate alle urne tra due anni.

Spetta alla coalizione, rispetto agli equilibri nazionali, tirare le somme di chi sarà il candidato del centrodestra per le prossime elezioni in Sicilia. Ma deve farlo adesso e non solo sulla Sicilia, anche a Milano, Roma, Napoli, Palermo, in tutte le grandi città che vanno al voto nel 2027. E questo perché bisogna dare la possibilità ai candidati di potersi organizzare e di raccontare quello che vogliono fare e certamente non si può decidere a tre mesi dall’elezione ma in un tempo congruo che, secondo me, deve essere adesso.”

Rispondendo ai cronisti, Mulè ha puntato il dito contro la confusione che, a suo avviso, regna nel campo avverso: “Nell’opposizione non si è capito se c’è più di un frontman, chi sta con chi”.

Sul fronte della propria area politica ha ribadito che “c’è un centrodestra che ribadisce la volontà di governare, di continuare a governare questa Regione”.

Ha inoltre sottolineato: “Il mio rapporto con Forza Italia è splendido, ci mancherebbe se non fosse così”.

In quanto deputato eletto in Sicilia, ha aggiunto di sentire il dovere di rappresentare l’Isola e di mettersi a disposizione del partito, parte della coalizione che ha guidato la Regione, confidando in una decisione rapida sul candidato del 2027.

Quanto al giudizio sull’operato dell’attuale giunta regionale, Mulè ha invitato a evitare personalismi e tatticismi: “Certamente questo governo ha dei meriti – ha concluso – ma è un giudizio che lì si ferma e va a capo, perché significherebbe anche indebolire l’azione di altri se si continua in questa gara che sembra più il gioco della margherita: Schifani bis sì, Schifani bis no. Si parli piuttosto di ciò che bisogna fare per questa terra e ci si sbrighi a decidere chi sarà il candidato”.