LEGA
Siri avverte: l'IA rischia di cancellare milioni di posti, la politica governi la trasformazione
Al convegno la proposta di legge con Durigon per regole che proteggano il lavoro e accompagnino l'innovazione.
All’evento “In tua difesa, verso la finanziaria 2027”, organizzato dalla Lega alle Officine Farneto della Capitale, Armando Siri, responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito, ha richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul tessuto occupazionale e sociale.
“Siamo di fronte a una nuova grande rivoluzione, quella dell’intelligenza artificiale. Una trasformazione che offre straordinarie opportunità, ma rischia di cambiare radicalmente il mondo del lavoro. Secondo il World Economic Forum, nei prossimi tre anni, il mondo del G7 perderà quasi 100 milioni di posti di lavoro, fra i sette e i dieci solo in Italia. La politica non può limitarsi a osservare ma deve governare questo cambiamento e tutelare il lavoro umano”.
Siri ha quindi illustrato l’iniziativa legislativa messa a punto insieme a Claudio Durigon per incardinare regole capaci di accompagnare lo sviluppo tecnologico senza penalizzare le persone: “È da questa consapevolezza che, insieme a Claudio Durigon, abbiamo lavorato a una proposta di legge per regolamentare l'impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulla società. Non vogliamo fermare l'innovazione, sarebbe impossibile oltre che sbagliato. Vogliamo stabilire regole affinché la tecnologia rimanga al servizio dell’uomo e non sia l’uomo a diventare una variabile sacrificabile del progresso. A chi perde il lavoro perché sostituito dalla tecnologia non possiamo offrire come unica risposta un sussidio, servono formazione, nuove opportunità e valorizzazione delle competenze”.
Nel suo intervento, l’esponente leghista ha inoltre richiamato la proposta di legge per limitare l’utilizzo dei social network ai minori di 15 anni, sottolineando la necessità di una rete di tutela condivisa: “Dobbiamo occuparci dei nostri ragazzi e proteggerli in una fase decisiva per la formazione della loro identità. È una responsabilità delle famiglie, della scuola e della politica. La sfida è fare in modo che l’Italia non subisca questa rivoluzione, ma sappia governarla. Innovazione e tutela dell’essere umano devono procedere insieme. La politica deve anticipare i cambiamenti e costruire oggi le regole necessarie per garantire lavoro, dignità e futuro alle prossime generazioni”.