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Verso le elezioni

Regionali, De Luca all'arrembaggio di Palermo. La Vardera? «Stia attento all'effetto rinculo, solidarietà a Sodano»

Il leader di Sud chiama Nord presenta altri tre candidati: di Totò Lentini si era già detto, poi ci sono anche l'imprenditore della sanità Fabrizio Mantia e l'insegnante Enza Clementi

09 Settembre 2026, 12:10

12:20

Regionali, De Luca all'arrembaggio di Palermo. La Vardera? «Stia attento all'effetto rinculo, solidarietà a Sodano»

«Abbiamo mantenuto le tappe prestabilite, per noi è fondamentale la scelta dei candidati: libere, innovative e non collegate al classico schema destra-sinistra. Siamo l’unica forza civica e che viene corteggiata da entrambi gli schieramenti». Così Cateno De Luca, alla seconda tappa palermitana del percorso del suo “governo di liberazione” in vista delle prossime elezioni regionali. Nel capoluogo il leader di Sud Chiama Nord ha presentato altri tre candidati delle liste Sud Chiama Nord e De Luca sindaco di Sicilia, ricordando che entrambe «non sono aperte ai deputati uscenti».

Due volti nuovi più una (non tanto) vecchia conoscenza di Palermo, che aveva già annunciato il suo ingresso nel partito deluchiano poco più di un mese fa. Si tratta di Totò Lentini, ex amministratore unico di Palermo Energia, società partecipata della città metropolitana, dimissionario a fine luglio. «Ho fatto tanto lavoro da deputato negli ultimi anni, in particolare sulla sanità - ha detto Lentini -, argomento che reputo il più importante che la Sicilia deve affrontare. Sposo questo progetto perché Cateno è un’opportunità da non perdere, non ho nessun interesse personale, condivido la lealtà e la coerenza delle idee che ci sono».

Poi due new entry, imprenditori legati al sociale e alla sanità. Fabrizio Mantia, gestore di una clinica di riabilitazione da tre generazioni. «Cateno è un leader vero, tosto e carismatico con delle idee forti, abbiamo fatto un colloquio - ha spiegato - e ci siamo trovati su tante cose, sono pronto a dare una mano». Infine Enza Clementi, ex ballerina e insegnante, originaria della provincia di Agrigento con un passato nel sociale. «In Cateno non vedo ideologie tradizionali - sottolinea - ma voglia di migliorare questa terra, che oggi è sofferente».

Il sindaco di Taormina si è soffermato prima della presentazione anche sul tema della diatriba interna a Controcorrente, movimento del suo “figlioccio” Ismaele La Vardera, tra lui e il sindaco Michele Sodano. «I fenomeni si vedono a lungo periodo, quando si diventa leader c’è sempre un prevedibile delirio di onnipotenza, una fase delicata in cui bisogna stare attenti all’effetto rinculo». Ha esordito, con una frecciatina non tanto velata proprio a La Vardera. Poi ha continuato: «Ciò che è successo ad Agrigento è l’emblema: andrò ad Agrigento, ho già telefonato a Sodano per esprimere solidarietà perché bisogna avere rispetto per i sindaci, giusto o sbagliati che siano sono stati eletti. Bisogna consentire al popolo di avere le risposte dalla persona che hanno scelto».