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Consiglio comunale

Catania, il “risanamento” di San Berillo è come il Ponte sullo Stretto: «Chissà se lo vedremo mai»

Le reazioni dei partiti politici in città all'indomani della presentazione del nuovo masterplan di Corso Martiri

10 Settembre 2026, 06:55

07:00

Catania, il “risanamento” di San Berillo è come il Ponte sullo Stretto: «Chissà se lo vedremo mai»

Se dall’amministrazione la frase simbolo è: «Su corso Martiri della libertà abbiamo più cicatrici che pelle», dal Consiglio comunale si può estrarre un commento ancora più tranchant: «Corso dei Martiri è come il Ponte sullo Stretto: c’è chi lo vuole e c’è chi non lo vuole, ma tutti condividiamo l’idea che non sappiamo se ci sarà mai». Le parole sono quelle di Maurizio Caserta, del Partito democratico, uno dei consiglieri comunali che, dopo avere ascoltato per due ore la presentazione del nuovo masterplan per il risanamento di San Berillo, ha deciso di prendere la parola. «Corso dei Martiri è la madre di tutti gli affari», ricorda Caserta, con un’altra sintesi ben riuscita del pensiero della popolazione catanese, che deve «essere risarcita: non invitandola all’inaugurazione di un centro congressi, ma generando effetti positivi sulla città»

I toni tiepidi di tutta l’area consiliare, da sinistra a destra e ritorno, sono lo specchio degli umori della città. Che un po’ non ci crede e un po’ si domanda quando arriverà la fregatura. E, quando invece vuole credere che le cose si faranno, allora segnala i problemi - ben noti - a cui fare attenzione: «Abbiamo un piano urbano del traffico fermo dal 2011, un Piano regolatore generale del 1969 e un Pug in corso di definizione: qual è il rapporto fra questo masteplan e il resto della situazione urbanistica della città e del porto?», domanda Graziano Bonaccorsi, del Movimento 5 stelle. «Se vedo la bellissima rambla pedonalizzata e penso al Palazzetto della Giustizia di viale Africa, immagino che solo con l’elicottero potremo attraversare quel blocco», continua.

E poi: «Dobbiamo capire quando e da dove questi investimenti verranno fatti?», domanda Piermaria Capuana, di Forza Italia. «Quali condizioni di rapporto fra pubblico e privato dobbiamo costruire perché questo intervento arrivi a conclusione?», chiede ancora. «Il pubblico e il privato non possono essere distanti nel perseguimento di un interesse collettivo», ribadisce Erio Buceti, Fratelli d’Italia, presidente della commissione consiliare Urbanistica. «Voglio esaminare puntualmente tutta la documentazione - sottolinea - Ci potremo ritrovare, all’esito di un dibattito: non per fare un tira e molla, ma per migliorare la qualità della vita della città».

La parola d’ordine è «garanzie»: le chiedono, con parole diverse, Bruno Brucchieri e Giuseppe Nicotra (Mpa), Giovanni Magni (FdI) e Damien Bonaccorsi (Controcorrente). «Sia la sala eventi sia i parcheggi, sento, saranno privati: genereranno esternalità positive, ma non saranno vantaggi pubblici, saranno vantaggi addizionali», sottolinea Bonaccorsi. I temi sul tavolo ci sono tutti. E anche la promessa, che tutti i gruppi consiliari non si fanno sfuggire. La sintesi la fa il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi: «L’approfondimento - sottolinea - è appena iniziato. Il progetto sarà ulteriormente esaminato, già a partire dalle commissioni di merito».