Immondizia
Rifiuti selvaggi nel cuore del centro storico, il blitz di Rap: "Le regole non vengono rispettate"
Il presidente Todaro ha ispezionato i contenitori, oggi destinati all'organico, ma dentro c'è di tutto. "Siamo costretti a mandare altri operai. La percentuale di differenziata non cresce per questo motivo"
Un uomo in motorino si ferma davanti a un cumulo di rifiuti misti. Sono le 8 del mattino, un orario in cui non è possibile conferire la spazzatura. Sta per lasciare il sacchetto proprio lì, mentre il presidente del Consiglio di Amministrazione della Rap Giuseppe Todaro sta spiegando davanti a operatori e dirigenti cosa non funziona nella raccolta differenziata del centro storico. Ripreso dall'azienda, l'uomo ribatte: «Non mi interessa, lo butto da un’altra parte».
È una scena tragicomica quella che ha aperto questa mattina il sopralluogo della Rap nel centro storico di Palermo. Alle 7.30 Todaro, il direttore generale Massimo Collesano e alcuni operatori hanno percorso uno dei tratti più critici della città, da piazzetta San Cosmo, nella zona della Cattedrale, fino a piazza Sant'Anna al Capo.
La prima tappa è stata via Gioiamia. In pochi metri sono stati aperti diversi carrellati per verificare il rispetto della raccolta differenziata. E’ giovedì, giorno dedicato all'organico, ma dentro c'era di tutto. In circa dieci metri di strada, soltanto un condominio ha differenziato correttamente.
«Siamo al primo punto di raccolta e già vediamo che non c'è un solo sacchetto di organico», spiega Todaro. «Noi raccogliamo ogni giorno, ma poi dobbiamo far venire altri operatori per caricare questi rifiuti misti nell'indifferenziato. Tutto questo non aumenta il tasso di riciclo e la percentuale di Palermo continua a essere bassa».
Al Cortile dei Pellegrini sono state fotografate le matricole dei carrellati per avviare le segnalazioni alla Polizia municipale. Stessa procedura anche per l'Accademia di belle Arti di via Papireto.
Il punto più critico, però, è stato piazza Sant'Anna al Capo. Un'ampia area ricoperta da rifiuti di ogni tipo: persino un gabinetto rotto, con il rischio per gli operatori di ferirsi durante la rimozione. Tra cattivi odori, insetti e topi, l'immondizia sembrava non finire.
«Facciamo riunioni e cerchiamo sempre di migliorarci, ma dobbiamo anche vedere di persona com'è la situazione», ha aggiunto Todaro. «Dobbiamo chiedere ai cittadini il rispetto delle regole, ma anche noi come azienda dobbiamo entrare nel merito delle dinamiche di ogni quartiere».