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Il disservizio

In Sicilia è difficile spostarsi anche in elettrico: «Cavi delle colonnine tagliati». La denuncia di Barbagallo

Il parlamentare, segretario del Pd nell'Isola, denuncia la situazione proprio nelle ore in cui il governo proroga  ancora una volta il taglio delle accise sul diesel

10 Settembre 2026, 19:33

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In Sicilia è difficile spostarsi anche in elettrico: «Cavi delle colonnine tagliati». La denuncia di Barbagallo

In Sicilia spostarsi su lunghe distanze è sempre più complicato: oltre alle strade colabrodo, e ai cantieri infiniti, il caro carburanti - nonostante l'ennesima proroga del taglio delle accise sul diesel - mette in crisi centinaia di migliaia di automobilisti.  Ma anche chi ha fatto una scelta più in linea con i tempi, ovvero comprare un'auto elettrica - acquisto che rimane in Sicilia appannaggio di una piccola percentuale - si trova in grave difficoltà: le colonnine sono spesso non funzionanti.

L'ultimo a denunciarlo è Anthony Barbagallo, deputato del Partito democratico e segretario del Pd in Sicilia. «Siamo in una delle tante aree di servizio della Sicilia e con questo video denunciamo - dice Barbagallo - un fatto vergognoso, cioè che in questo momento sia nelle autogrill e nelle aree di servizio, della Catania Palermo, ma anche della s- Catania Siracusa, ci sono tutti i cavi delle colonnine di autoricarica, delle auto elettriche, tagliati, sabotati». Un caso che, come si evince nelle immagini, riguarda strettamente le scelte politiche: molte colonnine portano infatti il logo della Regione Siciliana, a sottolineare il contributo pubblico per l'installazione. 

Sottolinea Barbagallo: «Nonostante il caro carburanti, con l'elettrico che potrebbe offrire una valida alternativa. Qualcuno ha pensato bene di sabotare e tagliare tutti i cavi. È un fatto vergognoso e le autorità che dovrebbero controllare e verificare, continuano a non fare nulla. Da un lato la speculazione e da un lato il governo Meloni e il governo Schifani che si gira dall'altra parte rispetto ai problemi degli italiani», conclude Barbagallo.