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Il decalogo

Un nuovo patto per le autonomie: per Anci la rinascita della Sicilia parte dai Comuni

L'associazione traccia la rotta con un documento strategico per superare la crisi finanziaria, sbloccare le assunzioni, frenare lo spopolamento e affrontare le emergenze climatiche e sociali

16 Settembre 2026, 13:57

14:00

Un nuovo patto per le autonomie: per Anci la rinascita della Sicilia parte dai Comuni

Alvano e Amenta

Rimettere i territori al centro dell'agenda politica ed evitare il collasso amministrativo delle istituzioni locali è un'urgenza non più rimandabile per poter dare risposte concrete a cittadini e imprese. Con questa chiara priorità, il comitato direttivo di Anci Sicilia, riunitosi a Palermo alla presenza del presidente Paolo Amenta e del segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha approvato all'unanimità il documento programmatico «La Sicilia riparte dai territori: un nuovo patto per le Autonomie locali dell’Isola». La rotta tracciata mira a ricostruire un rapporto solido e funzionale tra le varie anime istituzionali della regione per far fronte a emergenze divenute ormai croniche. A ribadire l'importanza strategica dell'iniziativa sono gli stessi vertici dell'associazione, i quali spiegano che «Questo documento rappresenta la piattaforma per un ulteriore confronto del consiglio regionale e della prossima assemblea dei sindaci». Un passaggio cruciale che non si ferma all'ambito prettamente associativo poiché, come sottolineano ancora Amenta e Alvano, «Sulla base di questo testo ripartirà il confronto con il governo regionale e le forze politiche presenti in Parlamento».

Il rilancio delle autonomie locali passa inevitabilmente attraverso nodi cruciali, primo fra tutti il rafforzamento della finanza pubblica territoriale. Superare la logica dei trasferimenti incerti e frammentati è la precondizione per assicurare un riequilibrio strutturale dei rapporti finanziari tra Stato, Regione ed enti locali. Senza questa stabilità economica risulta impossibile ricostruire la capacità amministrativa di Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi comunali, attualmente piegati dal drastico svuotamento degli organici. Si rende perciò vitale avviare una nuova stagione di assunzioni, stabilizzazioni e mobilità per inserire all'interno degli enti figure qualificate come tecnici, dirigenti e segretari. Parallelamente, si impone una netta semplificazione delle procedure burocratiche. I sindaci chiedono a gran voce di ridurre le sovrapposizioni di controlli, piattaforme e rendicontazioni che, pesando in egual modo a prescindere dalla dimensione demografica dell'ente, costringono il personale a impantanarsi in farraginosi adempimenti piuttosto che concentrarsi sulla realizzazione delle opere e sui servizi al cittadino.

La tutela del territorio e il benessere delle comunità rappresentano ulteriori assi portanti della proposta. Viene richiesta una strategia integrata che affronti con decisione il dissesto idrogeologico, la prevenzione degli incendi, l'emergenza siccità e gli eventi climatici estremi, risolvendo al contempo le criticità legate ai servizi essenziali come reti idriche, rifiuti ed energia. Altrettanto centrale è il ruolo della scuola, immaginata come presidio sociale fondamentale e aperto tutto il giorno tramite investimenti mirati non solo sull'edilizia, ma anche su mense, trasporti e tempo pieno fin dalle elementari. Sul fronte della qualità della vita, l'obiettivo è azzerare il divario tra i grandi centri urbani, i piccoli borghi e le aree interne, garantendo servizi socio-sanitari omogenei e tutelando in particolar modo le fasce più fragili della popolazione.

Questo massiccio sforzo di riqualificazione si lega intimamente al contrasto dello spopolamento: trattenere i giovani in Sicilia richiede politiche specifiche e coordinate che offrano loro reali opportunità di studio, lavoro e casa. In quest'ottica di sviluppo, anche la cultura e il turismo devono trasformarsi in politiche territoriali integrate, capaci di valorizzare il patrimonio museale e paesaggistico attraverso reti di servizi condivise e un tempestivo scambio di dati tra le istituzioni. A completare il quadro delle priorità vi è il potenziamento della sicurezza urbana, da attuarsi mediante una stretta integrazione tra la polizia locale e le forze dell'ordine per contrastare delinquenza e degrado. L'appello conclusivo di Anci Sicilia è un forte richiamo politico al principio della leale collaborazione: ogni decisione regionale che incida sulle comunità dovrà essere preceduta da un confronto strutturato e preventivo con gli enti locali, anche attraverso il Consiglio delle autonomie locali, ponendo fine alle scelte calate dall'alto e restituendo la giusta voce ai territori.