Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
16 settembre 2026 - Aggiornato alle 17:21
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Botta e risposta

Pantò replica alla Commissione regionale Antimafia: "Numeri che smentiscono la narrazione scandalistica"

L'ex presidente della Sas, Mauro Pantò, respinge le accuse di una gestione "fuori controllo" e la regolarizzazione di storici bacini di precariato

16 Settembre 2026, 17:21

17:30

Mauro Pantò, ex presidente Sas

Mauro Pantò, ex presidente Sas

Mauro Pantò, già presidente del Consiglio di amministrazione della Sas, dalla quale si è dimesso lo scorso marzo dopo un'inchiesta su presunte assunzioni facili. Ex cuffariano, ora passato tra le file di Sud chiama Nord, Pantò interviene pubblicamente per replicare ai contenuti della relazione diffusa dalla Commissione regionale Antimafia presieduta da Antonello Cracolici. Pur ribadendo che "ho sempre rispettato e continuo a rispettare il lavoro della Commissione regionale Antimafia", Pantò precisa: "Non intendo alimentare alcuna contrapposizione politica, ma non posso accettare che tre anni di lavoro, che hanno consentito di affrontare e portare a compimento processi di stabilizzazione che per decenni erano rimasti irrisolti, vengano rappresentati attraverso una narrazione scandalistica che rischia di confondere responsabilità, periodi temporali e obblighi di legge. Ho svolto il mandato conferitomi nel 2023 dal presidente della Regione, Renato Schifani, con dedizione, nel rispetto delle norme e dando attuazione agli indirizzi del legislatore regionale, affrontando processi complessi come quelli relativi agli ex Pip, ai lavoratori Keller, Ferrotel, Asu e agli altri bacini di precariato interessati dalle disposizioni regionali".

"L'obbligo di assunzione - continua - non nasce da una decisione discrezionale del Consiglio di amministrazione. Per una società delle dimensioni della Sas, l’inserimento delle persone appartenenti alle categorie protette discende dalla legge n. 68 del 1999 e dalle relative quote d’obbligo. La Sas si è trovata a dover colmare un deficit di assunzioni accumulato negli anni precedenti. Le precedenti gestioni non avevano, infatti, integralmente adempiuto agli obblighi previsti dalla normativa, esponendo la società anche ai relativi rischi sanzionatori. Con l’imponente processo di stabilizzazione del personale, la Sas si è quindi trovata nella necessità di riallineare anche la propria situazione rispetto agli obblighi di legge sulle categorie protette. Non si trattava di scegliere se assumere o meno quelle persone, ma di adempiere a un preciso obbligo normativo. Le procedure sono state svolte regolarmente e non corrisponde alla realtà dei fatti la rappresentazione secondo cui gli avvisi sarebbero stati sistematicamente pubblicati nei periodi meno favorevoli alla partecipazione".

Per gestire la mole straordinaria di adempimenti, legata anche all'"inadeguatezza dell’assetto dirigenziale della società", è stata formata "una vera e propria task force" composta da professionalità di rilievo e consulenti esterni. Pantò evidenzia inoltre che "il presidente di un CdA non governa da solo una società" e che tutte le deliberazioni "sono state approvate all’unanimità" dai tre componenti. Sul mancato rinnovo del Collegio sindacale rimasto in prorogatio, chiarisce che la nomina "compete al socio e non al Consiglio di amministrazione", il quale ha comunque costantemente inserito il punto all'ordine del giorno. In merito alle assunzioni delle categorie protette, l'ex presidente ribadisce che "l'obbligo di assunzione non nasce da una decisione discrezionale" ma dalla legge n. 68 del 1999 per colmare il "deficit di assunzioni accumulato negli anni precedenti", mentre l'introduzione dei tutor trova fondamento nella "legge Biagi, che Cracolici (Antonello, presidente della commissione Antimafia, ndr) dovrebbe conoscere bene". Quanto al contenzioso legale, secondo Panto è "metodologicamente scorretto utilizzare il dato complessivo degli incarichi legali del periodo 2021-2025", pari a 907.445 euro, per giudicare il solo periodo della sua presidenza iniziato nel 2023, ricordando che la società "non può avvalersi della difesa dell’Avvocatura dello Stato" e ha operato applicando i minimi tariffari e la regola per cui "nessun professionista poteva ricevere più di tre incarichi annualmente". Riguardo alla transazione da 640 mila euro, chiarisce che "non è stata il frutto di un 'capricciò della governance" ma è arrivata dopo il parere del professor Massimiliano Marinelli su un "fortissimo rischio di soccombenza della società, quantificato in circa 1,8 milioni di euro", evitando così un danno peggiore. Infine, per smentire le accuse su una società "fuori controllo", Pantò rivendica i risultati finanziari ricordando che "la Sas ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 con un utile di gestione" e concludendo che "alla narrazione politica si affianchino finalmente i fatti, gli atti e i numeri".