Politica
Ars, anche la Lega non ha esponenti in commissione Bilancio. Germanà: «Si trovino soluzioni, ma senza populismi»
Il segretario regionale del partito salviniano commenta la protesta in corso dei deputati di Controcorrente, che occupano (con la solidarietà di molti colleghi) l'aula delle sedute
«Il tema della rappresentanza dei gruppi parlamentari all’interno della commissione Bilancio dell’Ars è una questione reale e merita di essere affrontata con serietà, ma senza trasformarla in una gara a chi alza di più i toni». Lo dice Nino Germanà, senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia, commentando la protesta in atto del gruppo Controcorrente, con i quattro deputati che hanno occupato i locali per chiedere di essere rappresentati nell’organismo con diritto di voto.
«Anche la Lega - prosegue Germanà - si è trovata e si trova nella condizione di non avere oggi un proprio rappresentante nella commissione Bilancio. Lo abbiamo evidenziato nelle sedi opportune, ma abbiamo scelto di non occupare commissioni, di non inscenare proteste eclatanti e di non mettere in discussione il rispetto delle istituzioni. Abbiamo preferito porre il problema con senso di responsabilità e nel rispetto delle regole dell’Ars. Proprio perché il tema esiste - aggiunge - credo sia necessario trovare una soluzione istituzionale che consenta di garantire una rappresentanza il più possibile equilibrata a tutte le forze presenti in Parlamento».
«La commissione Bilancio è il luogo nel quale si esaminano bilancio, programmazione, finanze e controllo della spesa regionale. Non può diventare terreno di scontro o di protagonismi. Per questo - conclude Germanà - rivolgo un appello alla presidenza dell’Ars affinché si assuma un impegno preciso per coinvolgere anche i gruppi che oggi non sono rappresentati nella commissione Bilancio, individuando, nel rispetto del regolamento, una modalità che permetta a tutte le forze parlamentari di avere voce nei lavori di un organismo così importante. Le regole vanno rispettate, ma la rappresentanza parlamentare va garantita. La Lega continuerà a sostenere questa posizione con fermezza, ma sempre nel segno del rispetto istituzionale e senza cavalcare il populismo».

