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La bagarre

Messina Social City, l'opposizione va all’attacco: "Ricorso alla Corte dei Conti"

Scontro in aula sul contratto da 53 milioni per Messina social city: opposizione denuncia assenza di bilanci e chiede il parere vincolante dei revisori, promettendo ricorsi ai giudici contabili

17 Settembre 2026, 19:05

19:11

Messina Social City, l'opposizione va all’attacco: "Ricorso alla Corte dei Conti"

Una conferenza stampa programmata su due piedi con l’obiettivo di spiegare alla città quanto avvenuto in consiglio comunale, dove a tenere banco da giorni è il voto sul contratto di servizio di Messina social city. Un atto che ha spaccato l’aula, con la maggioranza trincerata sulle sue posizioni e l’opposizione costretta ad una prova di forza per dimostrare la validità delle proprie tesi.

Al centro il nuovo contratto che per i prossimi tre anni legherà il comune all’azienda speciale che si occupa di gestire i servizi sociali in città. Un atto da 53 milioni di euro, quasi 18 all’anno, sul quale le forze politiche di minoranza hanno deciso di vederci chiaro. «Abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora – spiega Marcello Scurria –. Da settimane diciamo che la delibera è invotabile, perché incompleta. lo abbiamo detto più volte anche in commissione bilancio. Ci dicono che i servizi svolti dalla Social city valgono 17 milioni e 900 mila euro l’anno, ma non allegano bilancio, piano economico finanziario, piano programma e budget. Vorremmo anche votarla la delibera, ma deve essere corretta».

Il contratto di servizio della Messina social city è scaduto lo scorso agosto, adesso un nuovo contratto è al vaglio del consiglio. «La delibera – spiega Simona Contestabile, del gruppo “Marcello Scurria sindaco” – è allo studio dei consiglieri da venti giorni. Non si può votare un atto così importante senza un attento esame e senza un parere dei revisori dei conti, che riteniamo fermamente debba essere in questo caso vincolante e non facoltativo come sostenuto dall’amministrazione».

In affondo anche il capogruppo Giuseppe Capurro: «Abbiamo cercato in tutti i modi una convergenza con la maggioranza, ma l’atteggiamento assunto in aula è stato inqualificabile: 53 milioni non sono noccioline e vogliamo certezze. In fondo facciamo solo il nostro dovere, esercitando un controllo sugli atti a tutela della città e degli stessi consiglieri». Un punto quello sulla funzione ispettiva del consiglio più volte emerso nel corso della conferenza stampa, cui hanno preso parte anche i consiglieri della Lega, Cosimo Oteri e Amalia Centofanti, e del Pd, Mariella Perrone. «Siamo costantemente sottoposti a prove muscolari con la maggioranza – ha spiegato il capogruppo della Lega Oteri – Davanti ad una delibera così importante non si può prescindere dal parere dei revisori, che non può essere facoltativo».

E nell’attesa di tornare in aula lunedì, c’è chi promette battaglia: «Questa vicenda non si concluderà con il voto – annuncia Scurria – scriveremo a tutti gli organi di controllo, Corte dei Conti in testa. Gli atti amministrativi vanno fatti nel rispetto della legge. L’opposizione non è un orpello».