Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
20 settembre 2026 - Aggiornato alle 13:39
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il raduno

Lega a Pontida, anime a confronto: la spinta dei siciliani e la "questione settentrionale" di Zaia. Salvini: «Si vince uniti»

Il segretario regionale Germanà esalta gli investimenti al Sud voluti da Salvini e difende l'autonomia, mentre l'ex governatore veneto ribadisce la centralità del Nord. Sul pratone emergono le correnti interne tra cori per il leader e striscioni per i dissidenti

20 Settembre 2026, 12:04

13:25

Lega a Pontida, due anime a confronto: la spinta dei siciliani e la "questione settentrionale" di Zaia

Il tradizionale raduno della Lega a Pontida sembra in bilico tra le due anime del partito: la vocazione nazionale rivendicata dai vertici (come il segretario Matteo Salvini) e le storiche istanze del Nord. Che la vocazione "nazionale" sia stata efficace in questi anni lo testimonia la folta delegazione siciliana, composta da parlamentari, dirigenti e amministratori locali. Il senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia, Nino Germanà, ha sottolineato come la leadership di Matteo Salvini abbia messo il Mezzogiorno al centro di una concreta strategia di sviluppo. «Essere a Pontida – ha dichiarato Germanà – significa ribadire che oggi la Lega è un partito nazionale, profondamente radicato nei territori e capace di portare le esigenze delle comunità nei luoghi delle decisioni». Il segretario ha evidenziato l'importanza della nuova stagione di investimenti, ricordando i cantieri per oltre quaranta miliardi di euro destinati a strade, ferrovie, porti e al Ponte sullo Stretto, volti a modernizzare l'Isola. Spazio anche all'autonomia differenziata, definita non una minaccia ma un'occasione per responsabilizzare i territori, rendere più efficiente la macchina pubblica e valorizzare la posizione strategica della Sicilia nel Mediterraneo.

A fare da contraltare alla visione meridionalista è arrivato il forte richiamo alle origini da parte dell'ex governatore veneto Luca Zaia. Rispondendo a chi lo indica come possibile nuovo segretario, Zaia ha frenato precisando che una guida nel partito c'è già, ma ha ribadito con forza l'importanza di non dimenticare la base elettorale storica. «Io resto dell’idea che i territori di riferimento restino quelli del Nord, in un progetto di unità nazionale», ha spiegato il presidente veneto. Pur riconoscendo le necessità del Sud, Zaia ha sottolineato che «c'è una questione settentrionale che va risolta», ricordando che il Nord rappresenta la locomotiva d'Italia e ha bisogno di risposte per evitare che l'intero Paese ne risenta. Definendo Pontida come la festa del popolo e non una celebrazione personale di Salvini, Fontana o dello stesso Zaia, il governatore ha minimizzato le divergenze interne, considerandole l'inevitabile risultato di un movimento dall'estrazione politica e sociale molto eterogenea.

Tuttavia, le differenze di visione si sono manifestate in modo evidente anche sul pratone del raduno. Non sono mancate le contestazioni che riflettono il dibattito interno sull'identità del Carroccio: durante l'intervento dal palco di Massimiliano Romeo, coordinatore della Lega lombarda e considerato tra i più critici verso la linea dell'attuale segretario, alcuni militanti hanno intonato cori a favore di Salvini: «Matteo, Matteo». Contemporaneamente, tra la folla sono spuntati striscioni di sostegno proprio per Romeo e per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, espressioni dell'ala considerata più legata alle tradizionali istanze nordiste e meno incline alla svolta nazionale del partito.

«Si vince uniti e la Lega è e sarà più unità che mai» ha poi detto Matteo Salvini dal palco, poco dopo aver dedicato (con una targa) il prato di Pontida al fondatore Umberto Bossi. «La Lega non ha padroni e la Lega non è in vendita. È una emozione vedere le bandiere, il Leone di san Marco, il tricolore, le bandiere della mia Lombardia, della Sicilia, della Sardegna del Friuli - ha concluso - Di tutte le nostre regioni che sono il nostro presente e futuro».