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La polemica

Cafiero de Raho accusa: «Governo inerte contro la mafia, da Meloni solo propaganda»

Alla kermesse pentastellata a Milano, l'ex procuratore antimafia e oggi deputato M5S punta il dito sui silenzi dell'esecutivo riguardo all'inchiesta "Hydra" e sugli ostacoli politici al lavoro dei pm nel caso Delmastro

20 Settembre 2026, 14:13

14:20

Cafiero de Raho accusa: «Governo inerte contro la mafia, da Meloni solo propaganda»

Il governo guidato da Giorgia Meloni si sarebbe dimostrato inerte nella lotta alla criminalità organizzata, limitandosi a fare propaganda senza produrre alcuna norma o azione concreta di contrasto. È questo il duro atto d'accusa lanciato da Federico Cafiero de Raho, deputato del Movimento Cinque Stelle ed ex procuratore nazionale antimafia, durante il suo intervento alla kermesse milanese del partito "Nova 2026". Secondo il parlamentare pentastellato, l'esecutivo è stato profondamente manchevole nei confronti delle mafie, astenendosi persino dal pronunciare un'effettiva parola di condanna istituzionale. «Ogni volta che Giorgia Meloni parla fa propaganda ed è smentita dalla sua stessa azione», ha affermato Cafiero de Raho, esprimendo stupore per il fatto che gli elettori non riescano a percepire con altrettanta chiarezza questa netta contraddizione tra gli annunci e i fatti.

L'ex magistrato ha evidenziato il «sistematico silenzio» della maggioranza di fronte a vicende giudiziarie di estrema gravità. Un esempio centrale nel suo discorso è rappresentato dalla maxi inchiesta "Hydra", condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha recentemente scoperchiato l'esistenza di un radicato sistema mafioso lombardo. Cafiero de Raho ha ricordato come figure apicali di quel sodalizio criminale intrattenessero rapporti diretti con esponenti politici appartenenti a Forza Italia e Fratelli d'Italia. Nonostante la delicatezza del quadro emerso dalle indagini, ha sottolineato il deputato, da parte della compagine governativa è calato il silenzio assoluto sul tema.

L'attacco dell'ex procuratore si è poi spostato sulle azioni istituzionali che avrebbero ostacolato il corso della giustizia, citando direttamente il caso di Andrea Delmastro. Cafiero de Raho ha denunciato come l'esponente sia stato strenuamente difeso dalla sua parte politica ancor prima di arrivare alle dimissioni, interrogandosi polemicamente su come un simile atteggiamento possa conciliarsi con un reale contrasto alla criminalità. Il parlamentare ha infine puntato il dito contro la decisione della maggioranza parlamentare di negare l'autorizzazione all'utilizzo delle chat di Delmastro, negando un tassello fondamentale richiesto espressamente dal procuratore di Roma. Una mossa che, secondo l'esponente del M5s, si traduce nel deliberato impedimento del lavoro e delle indagini della Procura.