Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
22 settembre 2026 - Aggiornato alle 20:15
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

LA FOTO

Senatrici in gonna a Palazzo Madama per protesta contro le parole del ministro Tajani

Una delegazione di esponenti di Pd, Italia Viva, Avs, M5S e del gruppo delle Autonomie si è ritrovata nel Transatlantico del Senato per uno scatto collettivo

22 Settembre 2026, 18:56

19:00

Senatrici in gonna a Palazzo Madama per protesta contro le parole del ministro Tajani

Senatrici delle opposizioni si sono presentate in gonna a Palazzo Madama per contestare le recenti affermazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sulla “lunghezza” delle gonne femminili e, nella stessa giornata, le parole di Roberto Vannacci, che ha dichiarato di preferire le «donne senza gonna».

Una delegazione di esponenti di Pd, Italia Viva, Avs, M5S e del gruppo delle Autonomie si è ritrovata nel Transatlantico del Senato per uno scatto collettivo. A loro si è unita anche Alessandra Maiorino (M5S) che, scusandosi per il ritardo, ha ironizzato sul fatto di indossare, a differenza delle altre, una gonna lunga, simbolo di “affidabilità” secondo l’esempio evocato da Tajani.

«Questo è un gesto di libertà per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo» ha spiegato la capogruppo di Italia Viva, Raffaella Paita, promotrice dell’iniziativa. «Crediamo che la libertà delle donne si misura da qualsiasi gesto di libertà, compresa la dimensione della gonna o qualsiasi altro gesto che le donne vogliano compiere senza essere giudicate dagli uomini».

Per Simona Malpezzi (Pd), «quelle parole sono una dimostrazione del patriarcato intrinseco e inconsapevole tant’è che il ministro Tajani si è poi giustificato e scusato ma la sua giustificazione è ancora peggio. Loro non si accorgono di cosa dicono perché ce l’hanno dentro. Invece bisogna dimostrare che quelle frasi non sono accettabili».

L’altra senatrice dem, Valeria Valente, ha chiamato in causa la premier per il silenzio e per non aver commentato «con nettezza e fermezza» quelle dichiarazioni, aggiungendo: «Purtroppo il femminismo non è un pranzo di gala e qualche volta richiede qualche prezzo. Lei è disposta a pagare qualche prezzo?».