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Partiti

Vannacci chiude la campagna a Reggio Calabria: «Siamo noi la destra vera» e stop alle armi all'Ucraina

Il leader di Futuro Nazionale lancia il partito in piazza Duomo e fa un appello al voto libero

23 Settembre 2026, 20:57

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Vannacci chiude la campagna a Reggio: «Siamo noi la destra vera» e stop alle armi all'Ucraina

Roberto Vannacci

Una incursione nel cuore della Reggio Calabria a guida forzista. Roberto Vannacci chiude insieme a Domenico Giannetta, candidato di Futuro nazionale, la campagna elettorale per le elezioni suppletive, in programma il 27 e 28 settembre, davanti a circa 500 persone tra sostenitori che affollano lo spazio antistante il palco e curiosi che si fermano all’ingresso della piazza e lungo corso Garibaldi, attirati anche dal clamore mediatico del generale.

Prima di salire sul palco Vannacci ribadisce la linea, spiegando come l’aspirazione non sia quella di «contrastare Forza Italia», ma solamente «promuovere Futuro nazionale». Ma la scelta di piazza Duomo, cuore di Reggio Calabria dove Forza Italia è stato il partito più votato alle ultime elezioni comunali, come in quelle regionali, non sembra casuale, e suona come un segnale forte e chiaro a tutto il centrodestra. «Siamo una destra vera, autentica, che non si vergogna», sottolinea Vannacci, continuando a pungere gli altri partiti «che si dichiarano di destra» e hanno seguito fino a oggi una «politica annacquata». Politica di destra che il generale, al contrario, non intende affatto diluire fissando linee rosse attorno a "sovranità, meritocrazia e identità» perché l’ambizione, dice ai cronisti, è «rappresentare la destra italiana».

Sul palco Vannacci è un fiume in piena rivendicando con forza la scelta di un candidato per le suppletive radicato sul territorio, come Domenico Giannetta, arrivando anche a toccare temi di politica internazionale come la guerra in Ucraina. Un argomento, questo, che porta inevitabilmente la compagine del generale a urtare contro la linea seguita fino a questo momento dal governo. In Ucraina, ha detto Vannacci, «noi vogliamo la pace e vogliamo smetterla di sottrarre risorse alle nostre famiglie, ai nostri imprenditori, ai nostri ragazzi, ai nostri ospedali, per darli all’Ucraina. Basta armi e soldi all’Ucraina e viva la pace».

Ma nonostante le distanze apparenti con la maggioranza di governo Vannacci non chiude mai la porta al dialogo e sulla solidità di una possibile alleanza, soprattutto con la Lega, suo ex partito, rivendica la propria affidabilità, perché «mi baso sugli stessi principi, valori e ideali sempre», dice, poi l'affondo: «Se la Lega si discosta da questi valori mi dispiace, è la Lega che perderà la bussola. Io vado avanti per i principi, i valori e gli ideali che ho dichiarato essere quelli del partito e per i quali vengo votato dagli elettori».

In chiusura l’appello al voto: «Il 27 e 28 avrete la possibilità di esprimervi, o secondo il voto dell’obbedienza, della sudditanza, quello che risponde al fischio del padrone, oppure secondo il voto della libertà, quello di poter scegliere un vostro concittadino di rappresentarvi a Roma». Mentre il generale suona la carica a pochi giorni dal voto il candidato di centrodestra, Fabio Roscioli, incassa il sostegno del Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin. In una sfida dove alle prove muscolari incrociate tra centrodestra e Vannacci il candidato del campo largo, Frank Benedetto, prosegue la sua campagna elettorale senza clamori e senza alzare i toni.