il caso
Autostrade, il ministero non fa sconti al Cas: «Sicurezza prima di tutto, da Roma già 6,5 miliardi». E La Lega va all'attacco
Il dicastero di Salvini ricorda i 27,7 miliardi complessivi stanziati. «Vigilanza con rigore». La attaglia diventa politica: la Lega siciliana critica sulla gestione del Consorzio
Ora è sul Cas, il Consorzio per le autostrade siciliane, che si gioca la (nuova) partita tutta interna o quasi al centrodestra. Ieri, ad esempio, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo sott’accusa il Cas, la cui concessione è sempre più in bilico, ma anche la Regione che controlla il Consorzio. Da Piazzale Porta Pia non si sono infatti limitati solo a ribadire che «la sicurezza viene prima di tutto», ma sono stati messi, come si sul dire, molti puntini sulle i.
La vicenda è emersa su La Sicilia: il Mit ha notificato al Cas una serie di prescrizioni per l’esecuzione immediata di interventi, vincolando la concessionaria a cronoprogrammi certi, tempi definiti e allo stanziamento di risorse adeguate. E ha avviato già a luglio l'avvio dell'iter per la revoca della concessione.
Dal Ministero guidato da Matteo Salvini non si nasconde nemmeno il “fastidio” legato alle cifre dei fondi disponibili, che secondo il Cas (e secondo Palazzo d’Orleans), non sarebbero sufficienti. Se da un lato la Regione Siciliana ha comunicato di aver trovato circa 32,5 milioni di euro per far fronte alle emergenze più impellenti (su cui però c'è il concreto rischio che vadano trovate fonti alternative), dall’altro c’è la stima del fabbisogno complessivo per l’adeguamento e la messa in sicurezza decennale delle due autostrade che ammonta a circa 5,5 miliardi.
Cifre importanti che il ministero ha messo a confronto con le risorse già destinate alla Sicilia: sull’intero territorio siciliano il Mit – le cifre arrivano da piazzale Porta Pia – ha già stanziato circa 27,7 miliardi all’interno di un pacchetto complessivo di programmi e opere dal valore superiore ai 38,5 miliardi. Di questi, quasi 18 miliardi sono destinati all’ammodernamento della rete ferroviaria e oltre 6,5 miliardi alla viabilità stradale, oltre ai capitoli riguardanti porti, edilizia pubblica, risorse idriche e trasporto locale. Dal Ministero è stato inoltre respinto qualsiasi riferimento volto a contrapporre la manutenzione straordinaria di A18 e A20 alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.
La presa di posizione del Ministero ha immediatamente innescato un dibattito all’interno della maggioranza siciliana. Il Cas è sotto il diretto controllo della Regione, la cui guida politica fa capo direttamente al presidente Schifani. Il gruppo parlamentare della Lega all’Ars (con Salvo Geraci, Vincenzo Figuccia, Pippo Laccoto, Luca Sammartino e Mimmo Turano) si è schierato apertamente al fianco del ministro Salvini, attaccando di fatto la gestione della rete autostradale (pure le condizioni della A19 Catania-Palermo sono davvero al limite). I parlamentari leghisti, sostenuti da un’ulteriore nota del segretario regionale Nino Germanà, hanno espresso apprezzamento per la linea dura del Mit, sottolineando che «sulle infrastrutture non possono esserci né ambiguità né scorciatoie» e promettendo un atteggiamento di stretta vigilanza sull’operato del Cas, affinché le prescrizioni ministeriali vengano attuate senza ritardi e i fondi disponibili si trasformino in cantieri effettivi sul territorio. Il dibattito sulla governance del Cas si appresta insomma a diventare un motivo di attrito nel centrodestra regionale a 12 mesi dalle elezioni.


