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il retroscena

Cateno De Luca tra post, provocazioni e trattative romane: cosa vuole davvero il leader di Sud chiama Nord

Dice di avere chiuso la partita per le Nazionali e tutto porta a un accordo con Fratelli d'Italia. Ma allo stesso tempo rivendica «mani libere» a Palermo, divertendosi ad agitare sogni a confronti del campo largo

25 Settembre 2026, 17:44

17:50

cateno de luca

Cateno De Luca ha chiuso la sua missione romana con una certezza: «Ci troverete sulla scheda elettorale delle prossime politiche». Il leader di Sud chiama Nord, come anticipato da La Sicilia, era volato nella Capitale per cercare una scorciatoia alla necessità di cercare 600mila firme - tante ne prevede la nuova legge elettorale in discussione in Parlamento - necessarie a presentarsi alle elezioni nazionali il prossimo anno. L'alternativa era creare, prima dell'approvazione definitiva della legge, un gruppo parlamentare con un simbolo già presente alla competizione del 2022. Il simbolo già lo aveva, il suo, quello di Sud chiama Nord. Gli mancavano due deputati da aggiungere a Francesco Gallo. Evidentemente le cene romane hanno raggiunto l'obiettivo. 

Chi ha aiutato Scateno, il diretto interessato volutamente non lo dice ancora, perché per un po' - e finché la nuova legge elettorale non avrà forma definitiva - è suo interesse continuare a giocare con tutti i mazzi di carte possibili. Col centrodestra per alzare il prezzo della trattativa, col centrosinistra per continuare a essere lo spettro di un campo largo che fatica a trovare ancora candidati e metodo di scelta. All'agenzia Ansa fonti vicine a De Luca fanno sapere che entro il mese verrà presa una decisione sul campo nel quale collocarsi. Al momento ci sarebbero in corso interlocuzioni con entrambi gli schieramenti.

Tuttavia l'asse più solido sarebbe quello con Fratelli d'Italia e Gaetano Galvagno, che lo ha scortato a Roma all'incontro con i vertici del partito. Se De Luca ha bisogno di due deputati (che Ignazio La Russa e Arianna Meloni gli avrebbero garantito muovendo pedine anche fuori dal gruppo meloniano), dall'altra parte al centrodestra senza Vannacci fanno gola i voti di Sud chiama Nord (la super media dei sondaggi di Youtrend lo dà all'1,1 per cento).

Dagli altri incontri romani - si parla degli ambienti centristi vicini al centrosinistra ma nessuno del Pd nazionale - non sarebbero arrivate risposte convincenti. Eppure De Luca continua a divertirsi ad agitare sogni e confronti del campo largo siciliano. «Voglio esprimere la mia gratitudine a buona parte dei rappresentanti regionali siciliani del campo largo (Pd - 5 Stelle - Italia Viva - PSI) che ieri non hanno subito il condizionamento politico e i personalismi di AVS e Controcorrente che volevano imporre una chiusura definitiva nei miei confronti e di Sud chiama Nord», scrive.

Ma soprattutto Cateno si dice convinto che le alleanze che matureranno a Roma non coincideranno necessariamente con lo scacchiere delle Regionali. «Mi sono assunto la responsabilità - continua - per amore della Sicilia, di tenere ben separati gli attuali tavoli politici senza alcun margine di reciproco condizionamento: a Roma si stanno trattando le condizioni per definire l’alleanza per le elezioni Politiche e a Palermo, quando sarà il momento, si tratteranno, con chi ci vuole stare, le condizioni per le alleanze a sostegno del Governo di Liberazione con Cateno De Luca Sindaco di Sicilia. I tavoli romani e palermitani non coincideranno né nei tempi né sulle alleanze».
Uno scenario che sembra molto difficile da immaginare, eppure il leader di Sud chiama Nord continua a dire a chi gli è vicino che da Roma gli hanno lasciato «mani libere» in Sicilia. E da qui ecco l'insistenza sulla possibilità di formare sull'Isola «un governo di liberazione a trazione autonomista, civica e progressista che liberi la Sicilia dagli affaristi e dagli improvvisati». Tradotto: una compagine che metta insieme Scateno, gli autonomisti di Raffaele Lombardo, altre formazioni centriste e quei pezzi del centrosinistra che possono accettare De Luca candidato governatore. Tra questi ultimi non ci sarebbero solo il sindaco di Enna Mirello Crisafulli e il segretario di Italia Viva Davide Faraone, ma anche, per esempio, il deputato del Pd Nello Dipasquale che a Ispica, alle ultime elezioni amministrative, ha messo insieme i dem e Sud chiama Nord. Significherebbe, in sostanza, rompere le attuali coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Per qualcuno solo «fantapolitica».