Il caso
Deepfake su Matilde Siracusano, la replica: "Vannacci, che problema hai con le donne?"
Un post su Fb del leader di Futuro Nazionale ha scatenato accuse di sessismo, allarme legale e uno scontro politico ancora più acceso alle suppletive di Reggio
La replica di Matilde Siracusano è arrivata via social e va dritta al punto: "Roberto Vannacci ma che problema hai con le donne?". La sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento non poteva non reagire alla pubblicazione di una foto modificata dall'IA e postata su Fb dal leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci.
Nello scatto, con cui Vannacci esorta i Reggini ad andare a votare per le suppletive e pubblicato venerdì 25 settembre, comparivano anche il candidato del centrodestra Fabio Roscioli e il senatore Claudio Lotito. Rispetto all’originale – prelevato, secondo Siracusano, dal suo profilo Instagram personale – nella versione diffusa da Vannacci, la maglietta, che la sottosegretaria realmente indossava, scompare e sotto la giacca a fiori resta una scollatura molto più profonda.
Il leader di Futuro Nazionale ha precisato di non aver creato lui il deepfake, ma di aver ripreso l’immagine da un blog calabrese, Iacchite’, che a sua volta ha spiegato: “Questa foto, chiaramente satirica… è stata elaborata direttamente dall’Intelligenza artificiale”. Vannacci ha quindi risposto invitando a “rivolgere altrove le accuse” e a “continuare pure a occuparvi di scollature”, rimandando al link del blog.
La replica di Siracusano, che è la compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, è social. La sottosegretaria si chiede che problema abbia Vannacci con le donne e poi chiosa: "C'è un limite a tutto".
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Le reazioni politiche: “bullismo digitale”, “sessismo indegno”
La vicenda ha provocato una reazione bipartisan. Esponenti del centrodestra hanno parlato di “sessismo indegno” e di “bullismo digitale”, mentre da più parti si è sottolineata la gravità di usare immagini alterate per colpire una donna in campagna elettorale.
Cosa rischia Vannacci: la nuova norma sui deepfake
Il caso porta per la prima volta sotto i riflettori della politica nazionale l’articolo 612-quater del codice penale, il reato di illecita diffusione di contenuti alterati con l’intelligenza artificiale, introdotto dalla legge n. 132/2025. La norma punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque, senza consenso, pubblichi o diffonda immagini, video o voci falsificati o alterati con sistemi di IA, idonei a trarre in inganno sulla loro genuinità, se ne deriva un danno ingiusto.
Secondo gli esperti, non è necessario essere l’autore materiale del deepfake: conta anche la condivisione, se l’immagine è chiaramente alterata e può ingannare sulla sua autenticità, producendo un danno alla reputazione o alla dignità della persona ritratta. Sullo sfondo, resta aperta la questione del confine tra satira politica e lesione dell’onore, soprattutto quando la manipolazione ha una connotazione sessualizzante e mira a umiliare.
Il contesto: suppletive di Reggio e campagna al vetriolo
La polemica si è inserita in una campagna di voto già tesa per le suppletive di Reggio Calabria, con il centrodestra chiamato a difendere un seggio sensibile e Vannacci impegnato a consolidare il proprio ruolo di leader di un movimento in crescita. In questo clima, l’uso di una foto IA di una sottosegretaria del governo – e donna – ha amplificato lo scontro, trasformando un post di campagna in un caso nazionale su deepfake, sessismo e regole della comunicazione politica. E chissà che l'episodio non possa aver ripercussioni anche sul voto che si è aperto oggi.
