aria di scissione
La rivolta del Nord nella Lega, Romeo dice no al congresso di Salvini: «È un trappolone»
Il capogruppo al Senato diserta l'assise di ottobre e chiede un cambio di rotta vincolante prima che il calo dei consensi sia irreversibile
Nella Lega cresce la tensione interna, attorno a un rifiuto tanto metodologico quanto politico. Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda, ha annunciato che non prenderà parte al congresso straordinario convocato dal segretario Matteo Salvini.
La scelta giunge a una settimana dal raduno di Pontida del 20 settembre, quando Salvini aveva proposto un’assise per ottobre con l’obiettivo di chiedere nuovamente la fiducia della base. Romeo ha bollato l’appuntamento come un “trappolone”, sostenendo che la convocazione rischi di trasformare il confronto interno in un referendum sulla leadership o in una mera conta tra correnti, senza affrontare i nodi strategici aperti da mesi.
La mossa del segretario arriva in un contesto in cui il suo mandato non è formalmente in scadenza: Salvini è stato infatti riconfermato fino al 2029 durante il congresso federale ordinario di Firenze nell’aprile 2025. Il capogruppo ha precisato di non chiedere le dimissioni del leader, ma una correzione di rotta prima che l’erosione del consenso diventi irreparabile.
Sul versante elettorale, Romeo ha evocato una flessione di circa 0,2 punti percentuali al mese, ipotizzando che, in caso di voto a maggio, il partito potrebbe attestarsi attorno al 4% o anche al di sotto. Si tratta, ha sottolineato, di una valutazione politica mirata a segnalare l’urgenza di un intervento, non di una proiezione demoscopica certificata.
Il malessere indicato dal senatore riguarda in particolare le storiche roccaforti del Nord: le province di Varese, Bergamo, Brescia, Monza e Brianza, la Valtellina, oltre a Liguria e Piemonte. Per dare risposta alle sollecitazioni dei territori, Romeo propone di affiancare al segretario una squadra o un comitato elettorale dotato di poteri effettivi per riprofilare il messaggio politico, evitando inseguimenti a posizioni come quelle espresse dal generale Roberto Vannacci.
Nel presentare l’iniziativa, ha richiamato il sostegno del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, rivendicando di agire nell’interesse della continuità del leghismo. Dal canto suo, Matteo Salvini ha replicato attraverso la newsletter settimanale del partito, rivendicando la compattezza e l’ampia partecipazione registrate a Pontida come prova di una comunità militante solida, respingendo le letture che parlano di declino del movimento. La presa di posizione del capogruppo segna un irrigidimento di un confronto aperto già nei mesi estivi sul rinnovamento del profilo federale della Lega e lascia irrisolta la questione cruciale: con quali strumenti il partito intenda definire la propria linea politica in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.