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il fatto

Marsala, lo scivolone sugli immigrati che imbarazza la sindaca di centrosinistra

Le parole e le accuse di discriminazione, divisioni nella maggioranza e dibattito su sicurezza e inclusione

27 Settembre 2026, 19:49

19:50

Marsala, lo scivolone sugli immigrati che imbarazza la sindaca di centrosinistra

Sembrava solo un problema di arredo urbano. Ma in poche ore si è trasformato in questione politica sul confine sottile tra sicurezza, degrado e discriminazione. A Marsala la rimozione delle panchine di Piazza Matteotti, nell'area di Porta Mazara, sta facendo discutere. A innescare la tempesta è stata l’assessora comunale alle Politiche sociali, Anna Caliò, intervenuta durante un incontro della Festa dell’Unità dedicato a lavoro, diritti e caporalato. Nel tentativo di spiegare la decisione dell’amministrazione, l’esponente della giunta Patti si è un pò lasciata andata ed ha affermato che sulle panchine “non stazionavano le famiglie” e che, dopo una certa ora, nella piazza “c’erano soltanto extracomunitari”. Una dichiarazione che ha trasformato una controversia urbanistica in una polemica politica e culturale.

Per molti osservatori, infatti, il problema non risiede nella volontà di riqualificare la piazza, ma nell’aver associato la presenza degli immigrati alla necessità di rimuovere le panchine. Un collegamento giudicato da diversi esponenti politici e cittadini quantomeno infelice, se non apertamente discriminatorio. A maggior ragione se ad esprimerlo è una esponente del Partito Democratico. Le critiche sono arrivate da più fronti. La sensazione diffusa è che il messaggio passato sia stato quello di una piazza da "liberare" da una determinata categoria di persone per restituirla alle famiglie. Un’impostazione che ha immediatamente fatto emergere accuse di stigmatizzazione sociale e di linguaggio incompatibile con la cultura inclusiva tradizionalmente rivendicata dal centrosinistra.

Non è un caso che il malumore abbia attraversato anche la stessa maggioranza che sostiene la sindaca Andreana Patti. Dietro le quinte, infatti, non sono mancati commenti critici e prese di distanza. Qualcuno, in modo tagliente, avrebbe osservato che ascoltando quelle dichiarazioni sembrava di sentire un esponente della Lega piuttosto che un assessore espressione del Partito Democratico. Dal canto suo, Caliò ha sostenuto che l’intervento non fosse rivolto contro gli stranieri e che la rimozione delle panchine rientrasse in un piano più ampio di riqualificazione urbana. Per tentare di contenere l’escalation delle polemiche è intervenuto il Partito Democratico di Marsala con una nota uficiale con cui ha difeso l’operato dell’amministrazione, spiegando che la rimozione delle sedute sarebbe stata soltanto una fase preliminare di un progetto di rigenerazione della piazza finalizzato a migliorare decoro, sicurezza e vivibilità.

Nel documento si respinge la lettura di un provvedimento punitivo e si invita la maggioranza a mostrare compattezza attorno alla giunta. Ma questo tipo di chiarimento non poteva certo chiudere la vicenda. La dichiarazione dell'assessora è stata infelice. Ed il dibattito si è ormai spostato dal destino delle panchine alle parole utilizzate da chi governa la città. Toccare un tema come immigrazione, inclusione e sicurezza, richiede avere chiaro il confine tra analisi dei problemi e generalizzazioni.