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Lo sfogo politico di Fiano: il no del Pd alla legge sull'antisemitismo è un confine invalicabile

Il deputato Dem chiede chiarezza su reati, pene e identità della sinistra

28 Settembre 2026, 08:36

08:40

Lo sfogo politico di Fiano: il no del Pd alla legge sull'antisemitismo è un confine invalicabile

In un intervento pubblicato su Il Foglio, Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele ed ex deputato del Partito democratico, critica duramente la decisione del Pd di opporsi al disegno di legge sull’antisemitismo, già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. «Non mi accusate di fare la vittima, perché sbagliate indirizzo. C’è l’anima di una scelta politica collettiva e, per me, anche il futuro di una sinistra moderna, capace di contrapporre all’avanzata dei nazionalismi con la testa rivolta all’indietro qualcosa di diverso da una sinistra che ripercorre i linguaggi di decenni fa», scrive Fiano. «Il Partito democratico ha deciso di votare contro il disegno di legge sull'antisemitismo, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. Se quella decisione sarà confermata, per me rappresenterà un confine invalicabile. Ho provato nei mesi scorsi a chiedere a chi se ne occupava al Senato di aprire un dibattito pubblico sul tema, e non solo tra il Palazzo del Senato e via Sant'Andrea delle Fratte. Direi che non è successo. Ho chiesto al mio partito, locale e nazionale, di promuovere iniziative, incontri e studi su quello che stava accadendo. Silenzio».

L’esponente di Sinistra per Israele racconta di aver appreso la notizia mentre si trovava a Birkenau, per l’assemblea del Comitato internazionale di Auschwitz, del cui esecutivo fa parte. «Sono qui per l’assemblea del Comitato internazionale di Auschwitz, del cui comitato esecutivo faccio parte, e, insieme a un rappresentante della comunità rom tedesca, guardo il luogo dove sorgeva lo Zigeunerlager, il settore in cui furono rinchiusi rom e sinti. Gli racconto di mio padre, che ricordava la notte tra il 2 e il 3 agosto 1944, quando migliaia di sinti e rom furono gasati e poi bruciati e quel settore del campo venne svuotato definitivamente e completamente». Fiano respinge l’idea che la normativa contro l’antisemitismo possa limitare la libertà di critica verso Israele: «Non accetto che il contrasto all’antisemitismo venga presentato come un ostacolo alla critica del governo Netanyahu, dell’esercito israeliano o delle violenze dei coloni. Quella critica è legittima e necessaria». Richiama inoltre un precedente politico: «Nel 2017 Elly Schlein firmò una proposta di risoluzione contro l’antisemitismo presentata a nome del gruppo dei Socialisti e Democratici, di cui faceva parte il Pd. Si può cambiare idea, certamente, ma in politica bisognerebbe spiegare perché si cambia idea se non cambiano le condizioni, pena la perdita di identità».

Infine, l’appello alle istituzioni: «Vorrei che un magistrato italiano mi dicesse concretamente che cosa accadrebbe dopo l’approvazione della legge. Ci sono reati nella legge? Ci sono pene? Mi interessa che la sinistra non lasci alla destra il compito di rispondere all’antisemitismo», conclude Fiano.