Sicurezza
Torrente Annunziata, tutto fermo, si va verso la rescissione del contratto
Impresa inadempiente, eseguiti solo il 10% lavori e incombe l’incubo delle piogge
Si allungano i tempi per i lavori di messa in sicurezza e sistemazione idraulica dell’alveo del torrente Annunziata. Palazzo Zanca ha avviato l’iter per la rescissione del contratto con il Consorzio Stabile F2B, l’impresa che si era aggiudicata l’appalto con un ribasso del 32%.
Alla base della decisione ci sarebbero gravi inadempienze da parte della ditta, tali da compromettere anche la regolare esecuzione degli interventi previsti dal progetto. Intanto, le attività nel cantiere sono ferme da oltre un mese e, dalla consegna dei lavori a oggi, risulta completato appena il 10% delle opere. Dal Comune è partita una lettera di contestazione indirizzata alla ditta che aveva deciso di avvalersi del supporto di un’altra impresa, la Intea Srl. L’assessore ai Lavori pubblici, Francesco Caminiti, spiega che Palazzo Zanca è in attesa delle controdeduzioni e prospetta due soluzioni. L’Amministrazione verificherà innanzitutto la possibilità di riaffidare l’appalto all’impresa seconda classificata nella gara. I tempi, tuttavia, come previsto dalla normativa, appaiono ristretti e molto dipenderà anche dalle iniziative che deciderà di intraprendere il Consorzio Stabile F2B, che potrebbe presentare ricorso. L’altra strada, più complessa e destinata ad allungare le tempistiche, sarebbe quella di avviare una nuova procedura per l’aggiudicazione dell’appalto. Il rischio, dunque, è che il torrente Annunziata rimanga a lungo un cantiere sospeso. A destare preoccupazione è anche la presenza di materiali abbandonati nell’alveo, che potrebbero rappresentare un potenziale pericolo per la pubblica incolumità in vista delle prime e abbondanti piogge. Per l’intervento di messa in sicurezza, Palazzo Zanca ha ottenuto un finanziamento di 4 milioni di euro nell’ambito del programma europeo Pn Metro Plus. Il progetto, atteso da anni ed elaborato già nel 2018, prevede la ricostruzione delle porzioni ammalorate, il rifacimento delle briglie esistenti e il risanamento delle opere di sostegno della sede stradale. Previsto anche il recupero delle strutture in calcestruzzo deteriorate dal tempo e dagli agenti atmosferici, con la rimozione della ruggine dai ferri di armatura e il ripristino delle superfici degradate. Il cronoprogramma indicava maggio 2027 come termine ultimo per la conclusione dei lavori. Ma, alla luce dei ritardi già accumulati, delle attività ferme e dell’avvio della procedura per la rescissione del contratto, quella scadenza appare ora tutta da rivedere.