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Amministrative

Milano 2027, stallo nel centrodestra: la fumata resta nera dopo il vertice dei leader

Restano in campo Sardone, Perego e Lupi ma manca l’intesa sull’aspirante sindaco e sul metodo di scelta

28 Settembre 2026, 20:15

20:20

Milano 2027, stallo nel centrodestra: la fumata resta nera dopo il vertice dei leader

Vertice ad altissimo livello, esito interlocutorio. Il centrodestra guarda alle comunali di Milano del 2027 consapevole della necessità di costruire un’alternativa credibile per Palazzo Marino, ma resta privo di un candidato sindaco condiviso. La riunione dei leader della coalizione del 28 settembre 2026 ha confermato la volontà di presentarsi compatti alle urne, senza però sciogliere il nodo della designazione.

Sul tavolo permangono tre proposte, ciascuna sostenuta da un partito dell’alleanza: Silvia Sardone per la Lega, Matteo Perego di Cremnago per Forza Italia e Maurizio Lupi per Noi Moderati. Forza Italia punta con decisione su Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa ed ex deputato (2018-2022). La sua figura fa leva sull’esperienza maturata nelle istituzioni nazionali e su un’agenda che mette la sicurezza tra le priorità amministrative da cui far ripartire il cantiere cittadino. La candidatura raccoglie consensi anche in settori di Fratelli d’Italia: il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso apprezzamento per il sottosegretario, definendo “ottimi” tutti i nomi in campo, pur senza formalizzare un’investitura a nome del partito di Giorgia Meloni.

Sul fronte leghista, Matteo Salvini sostiene con fermezza Silvia Sardone. Eurodeputata e consigliera comunale a Milano, viene accreditata di una conoscenza capillare dei quartieri e delle dinamiche urbane. Per superare le diffidenze degli alleati ed evitare l’impressione di una scelta calata dall’alto, Sardone ha aperto all’ipotesi delle primarie, proponendo che sia la cittadinanza a decidere.

Completa la terna la disponibilità di Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati. L’ex ministro, esponente di lungo corso della politica nazionale, è indicato dal suo partito come figura di mediazione e sintesi per l’intera coalizione. La sua presenza impedisce che la trattativa si riduca a un duello tra Forza Italia e Lega, ricordando il ruolo rivendicato anche dalle formazioni minori nella costruzione del progetto per Milano.

Il nodo del metodo resta irrisolto: decisione di vertice o consultazione popolare? Il centrodestra non ha ancora stabilito se affidare la scelta al tavolo nazionale dei leader o se percorrere la via di una partecipazione più ampia. Malgrado il richiamo di Sardone alla mobilitazione degli elettori, mancano intese preventive su regole, tempi e perimetro di eventuali primarie. Senza un quadro condiviso prima del verdetto, il rischio, segnalato dagli osservatori, è che le fratture interne si trascinino in piena campagna. Capitolo programmi: mentre il confronto si concentra sugli equilibri tra le sigle, l’elaborazione dell’agenda amministrativa stenta a decollare.

Sicurezza e costo della vita, richiamati da Lega e Forza Italia, emergono come temi cardine; restano però in attesa di risposte strutturate dossier decisivi per il futuro della città, dal piano casa alla gestione del trasporto pubblico fino alla qualità dei servizi nelle periferie. Per il centrodestra, la rotta verso il 2027 pone un doppio passaggio obbligato: convergere su un nome largamente condiviso e presentare ai milanesi un progetto di governo concreto, misurabile e all’altezza delle sfide di Milano.